De Laurentiis: "Il calcio è passione per i bambini, non puoi avere matrici mafiose"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante il conferimento del Premio alla Carriera 2025 da parte dell'Associazione Stampa Estera in Italia.
De Laurentiis sugli ultras
“Il passato ormai è passato, non si può paragonare. Oggi è un calcio in cui facciamo competizioni che sono speculari, ma senza specularità economica e finanziaria. Quando mette un club ungherese in una competizione europea senza le stesse possibilità di Inter, PSG, Real Madrid, Arsenal, Liverpool e Bayern, lei già va in sofferenza. È bellissimo dire Davide contro Golia, ma quella è mitologia. Nella realtà dei fatti, ve la faccio io una domanda: voi avete contezza o no del fatto che il calcio sia una industria di intrattenimento e sport? Va benissimo il discorso dell’inclusione sociale, alleviare i bambini dalle sofferenze educandoli anche tramite lo sport, ma bisogna poi capire che il calcio muove interessi molto importanti, costosissimi, e quando un giocatore in Premier viene pagato 140 milioni di euro, o ha uno stipendio da 25 milioni di euro netti, noi dobbiamo metterci d’accordo: è facile dire che bisogna essere competitivi, ma non si può mai pensare che una squadra rumena, ungherese o bulgara possa competere con una squadra di diversa tipologia e assetto industriale.Ecco perché lo dico, faccio un esempio: una volta avevo Kappa come sponsor, un bel giorno andai a girare un film a New York, andai in un negozio e vidi Adidas, Puma, Nike, e non vedevo nulla del Napoli. Noi avevamo 15 milioni di tifosi negli USA e non c’erano maglie del Napoli? Scoprii nel consuntivo che era stata venduta una sola maglia in America, mi dissero che era complicato. Parlai con Marco, il proprietario, gli dissi che doveva avere una azienda che produceva in loco le maglie, affinché fossero vendute sotto il nostro controllo. Tornai a vedere i dati a febbraio, avrei potuto risolvere il contratto entro fine mese: gli mandai una raccomandata così da giugno successivo avrei potuto decidere in altro modo. Gli dissi che lo avevo supportato e sopportato per anni.
Ho preso mia figlia Valentina, gli dissi di venire con me in ufficio: papà vuole fare così, e lei mi rispose ‘non l’ho mai fatto’. Le dissi ‘e di che stiamo parlando? Nemmeno io’. Chiamai il mio amico Giorgio Armani, gli chiesi la cortesia del marchio EA7, lui mi disse che l’aveva fatto solo per la nazionale e io di rimando ‘ma Napoli è Napoli’. Mi disse che poteva dirmi di no, e da lì siamo partiti: da sette milioni di fatturato che facevo, siamo arrivati a più di 30 milioni in quattro anni.
Per ritornare al discorso della Romania e dell’Ungheria, se questi signori non si attrezzano da un punto di vista industriale e non utilizzano i propri tifosi come clienti… perché io sono contro gli ultras? Perché in Inghilterra Taylor nel 1992 ha messo fuorigioco gli hooligans? Perché il calcio dev’essere passione, partecipazione, altamente educativo per i bambini, e tu non puoi avere gli hooligans che hanno il concetto ACAB, ovvero tutti i poliziotti sono bastardi. Non puoi avere ultras di matrice mafiosa, 'ndranghetista o camorrista. Chiaro il ragionamento? Ma fin quando i nostri questori, prefetti e ministri dell’interno non prenderanno in mano la situazione…avete visto cosa è successo all’Inter un anno e mezzo fa, no? Questo è un grosso problema.
Il calcio va insegnato nelle scuole, non penserei a farlo giocare. L’ho detto al ministro Valditara: senti, facciamo una cosa, prendiamo una partita importante, una del Mondiale, la proiettiamo ai bambini una volta a settimana, alle elementari facciamo una lezione semplificata, alle medie un po’ più complessa, al liceo gliela fai più integrata, spiegando tramite video di Ancelotti, Spalletti o altri, il commento nelle cuffie degli alunni che guardano la partita si divertono imparando cosa sia un 4-3-3, un 4-4-2, un modulo di gioco, la funzione dei vari giocatori nei singoli ruoli. Sono cose che secondo me sono estremamente interessanti. Invece di fargli tirare quattro calci che è una modalità vecchia, un’ora di ginnastica ma cos’è? È tutt’altra roba”.
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