Il fuoriclasse belga in questo momento è fondamentale
De Bruyne, il Napoli deve ripartire dal suo genio: i compagni devono seguirlo - Mattino
Kevin De Bruyne non è ancora al 100% della forma, ma comunque fa la differenza con la sua genialità come si è vista sia con il Genoa che con il Como. Ma come sottolinea l'edizione odierna de Il Mattino in questo momento il Napoli deve ripartire da lui e i compagni lo devono seguire al meglio. A seguire un estratto dell'articolo.
De Bruyne, il Napoli deve ripartire dal suo genio: i compagni devono seguirlo
"È il cervello del Napoli che sta molto avanti rispetto al resto del corpo. Fin da quando entra cinquantaseiesimo Kevin De Bruyne dimostra di stare su un altro campo. Tutte le occasioni del Napoli di pareggiare col Como passano dai suoi piedi, anche se non trovano il gol. Resta la consolazione di sapere che Kevin c'è. E porta il fuoco. Poi gli altri mancano, ma intanto De Bruyne sta carburando e mettendo piedi e corpo e testa nel gioco napoletano. Non è abbastanza, ma è un inizio. Gioca con sicurezza, calma, come chi sta davvero nell'oltre, gli manca giusto un filo di velocità in più, ma quanti corridoi si sono aperti dai suoi piedi nell'area di rigore di Cesc Fabregas? Persino quello del gol annullato a Lobotka era una palla del belga, e questo basta per avere almeno un punto certo. Un gigante di stile e immaginazione. I suoi palloni sono lettere d'amore, che vanno perdute, non lette, fraintese, ma intanto c'è l'amore. Giravolte, visioni, riflessi, aperture. Un catalogo di calcio e spreco, un cammello nel deserto. Uno, due tocchi e gli altri sembrano brocchi. Tanto che quando si fa male scontrandosi con Ivan Smolcic, testa e testa, si è rischiato che il Napoli perdesse il cervello. Poi, è tornato e ha rischiato di pareggiarla. Dotte rifiniture, tentativi, palleggio carioca almeno quello vecchio prima che tutto precipitasse anche in Brasile e possibilità continue. Le sue linee sono sempre precise, passaggi diretti che partono dall'area di rigore del Como, anche se poi non trovano il piede e la testa giusta. Davvero troppa differenza tra quello che Kevin De Bruyne immagina e quello che i compagni fanno o provano a fare. Se sale il livello di risposta il Napoli ha speranza, altrimenti si mette male. Il cervello ha bisogno di piedi che sono mancati, anche Rasmus Hojlund nonostante il gol alla Marco Van Basten, con governo del pallone di suola e poi sinistro. Il piede dell'artista belga deve trovare altri piedi che sfruttano al meglio i suoi scavi, non ha senso scassinare le aree di rigore se poi non si trova il gol. De Bruyne a differenza di Genova non ha trovato la possibilità di segnare, ma diverse volte ha dato la possibilità ai suoi compagni. È mancata la svolta davanti nonostante le tante svolte immaginate da Kevin. Rimane il sorriso amaro di aver visto grandi giocate senza la giusta finalizzazione, grandi possibilità infrante, soprattutto al Maradona e per la prima partita in casa che finisce con una sconfitta. Intuizioni d'esterno che meriterebbero sempre il gol, colpi d'interno che diventano improvvisate autostrade che meriterebbero sempre il gol, non è accaduto e fa male, perché le possibilità il cervello del Napoli le ha immaginate e creare, ma non sono servite. L'eleganza vuole risposte all'altezza, che non ci sono state. De Bruyne ha orchestrato con i piedi grandi possibilità di velluto che però, tra caldo, lentezza e ottima copertura difensiva del Como non hanno suonato né segnato. Resta la grande attesa per il seguito, con un cervello così anche una sconfitta in casa fa meno male, con un calciatore così in sé viene da essere ottimisti per forza di giocate. I bei palleggi non consolano, ma seminano possibilità. I bei gesti, e le possibilità di gol sono campi seminati a grano. Gli assoli perenni di cui è lunga la partita di Kevin De Bruyne dicono che il cervello del Napoli ha tanti pensieri e immaginazione da vendere, questa volta non ha funzionato, ma domani funzionerà. Anche perché all'orizzonte ci sono Inter e Arsenal, quindi al corpo del Napoli tocca per forza di cose rimettersi in pari col suo cervello, adeguandosi alla classe".© RIPRODUZIONE RISERVATA
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