Nel testo anche una riflessione sugli altri episodi di insofferenza attribuiti al centrocampista e sui possibili effetti sul gruppo.

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Porto-Napoli, oltre i top e flop: ora è tutti contro tutti, lo spogliatoio è spaccato

La gara Porto-Napoli non ha restituito soltanto un brutto risultato, ma anche evidenti segnali di insofferenza tra i giocatori. Le parole pronunciate nel post partita sono state significative, ma ancora di più lo sono stati alcuni gesti visti in campo. Lo screzio tra Lorenzo Lucca e Kevin De Bruyne non è stato l'unico della serata: il fuoriclasse belga ha avuto un battibecco anche con Amir Rrahmani. A rivelarlo è stato il Pampa Sosa ai microfoni di Radio Marte. L'ex attaccante azzurro era presente allo stadio Do Dragão e ha avuto modo di osservare da vicino queste situazioni. Un altro episodio che alimenta i dubbi sul clima all'interno dello spogliatoio e sull'atteggiamento di De Bruyne nei confronti di alcuni compagni.

De Bruyne Rrahmani

De Bruyne, non solo contro Lucca: screzio anche con Rrahmani

«Lucca e De Bruyne? Ho visto anche un battibecco tra De Bruyne e Rrahmani per un pallone sbagliato del difensore. Ho visto la gestualità di De Bruyne, è come se avesse detto: "Che pallone mi dai?"».

De Bruyne, insofferenza nei confronti dei compagni: tutti gli episodi

Kevin De Bruyne non è nuovo a questo tipo di atteggiamenti, che rischiano di non aiutare il clima all'interno dello spogliatoio. La sua fame di vittoria e la grande esperienza internazionale possono portarlo a manifestare apertamente il proprio disappunto quando le cose non funzionano, ma il confine tra pretendere il massimo dai compagni e mostrare insofferenza nei loro confronti è sottile. Già nella scorsa stagione si erano notati atteggiamenti simili, soprattutto nei confronti di Lucca, spesso destinatario di gesti di disapprovazione per alcune scelte e movimenti in campo. In questa stagione, però, determinati episodi sembrano essersi moltiplicati e sono diventati ancora più evidenti. Dal battibecco con Di Lorenzo contro l'Arsenal all'atteggiamento mostrato nei confronti delle indicazioni di Allegri durante la sfida con il Villarreal, passando per i continui gesti di disappunto verso Lucca. Fino ad arrivare alla serata di Porto, con il nuovo confronto con il centravanti e lo screzio con Rrahmani. Un campione del calibro di De Bruyne dovrebbe essere prima di tutto un trascinatore, capace di trasmettere la propria esperienza e la propria mentalità vincente al resto della squadra. La leadership, però, non può tradursi soltanto in rimproveri e manifestazioni di insofferenza. In un momento già complicato per il Napoli, questi atteggiamenti rischiano di alimentare ulteriori tensioni e di compromettere gli equilibri di uno spogliatoio che avrebbe bisogno, prima di ogni altra cosa, di ritrovare compattezza.

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