Perugia, Cosmi: “Non voler allenare il Napoli significa avere problemi psicologici! Ora lotto per la Serie A”

Perugia, Cosmi: “Non voler allenare il Napoli significa avere problemi psicologici! Ora lotto per la Serie A”

di Sabrina Uccello

Serse Cosmi, tecnico del Perugia, ha parlato in conferenza stampa dopo la gara contro il Napoli: “Io ho guardato il Napoli distrattamente in queste ultime settimane, ma la sensazione avuta è che sia andato incontro a un paio di risultati negativi al di là di quelle che possono essere state le proprie colpe e difetti. Minimizzare tutto negli episodi potrebbe essere facile, ma auguro a Gattuso di non subire più tante reti. Da lontano è troppo semplice parlarne, ma non si conoscono veramente le cause”.

Cosmi sui suoi primi 90′ al Perugia

“Un allenatore vuole il risultato, anche se chiede delle cose che vengono fatte. Avevo la sicurezza, da realista, che oggi avremmo affrontato una squadra oggettivamente più forte di noi. Ho chiesto la personalità, la non paura di giocare con avversari fisici e di qualità tattica. Siamo partiti bene per i primi 15′, poi in occasione dei due rigori siamo stati troppo passivi. Abbiamo fatto fare al Napoli di più di ciò che avrebbe dovuto. Abbiamo concluso il primo tempo con un episodio che poteva riaprire la partita, ma comunque sarebbe stato fine a se stesso. Magari quel gol poteva davvero riaprire il match, al calcio basta un episodio”.

Sul VAR

“Sul nostro rigore ha avuto un imbarazzo, su quello del Napoli no. Io sono rimasto sorpreso della chiamata perché non avevo capito niente di ciò che poteva essere accaduto. Mi hanno detto che Iammello ha toccato con mano, ma è veramente difficile tornare nello spogliatoio e subire un rigore senza sapere il motivo. Questo è spiazzante. In questo il caso il VAR dà giustizia, ma ti senti fuori dal contesto calcio. Non ho rivisto gli episodi”.

Cosmi e la risalita in Serie A

“Mi è capitato di raggiungere risultati e non ricominciare l’anno dopo. Dal calcio non mi aspetto nulla, vorrei dare tanto. Perugia è la mia città, calcisticamente. Ci terrei a un risultato importante, con qualche aggiustamento dobbiamo lottare per la Serie A”.

La coppia Falcinelli e Iammello

“Abbiamo anche Capone e Melchiorri, altri due attaccanti di esperienza e qualità. A Capone bisogna farlo capire. Non voglio giudicare. Iammello è capocannoniere in Serie B e non aveva mai sbagliato un rigore, prima di me (ride, ndr). Ai miei attaccanti manca giocare no per l’altro, devono legare di più in campo. Siamo arrivati 6-7 volte al limite dell’area, tirando sempre addosso all’avversario”.

Cosmi e la panchina del Napoli

“Nonostante io sia considerata una persona volubile, chi mi conosce sa che sono sempre stato sano di mente. Non voler allenare il Napoli, significa avere problemi psicologici. Io ho avuto la sfortuna che nel mio momento migliore mi abbiano chiamato tutti quelli che fallivano o retrocedevano, ma grandissimi club. Napoli è una piazza che fa piacere. Non voglio sentir parlare di pressione, chi non la sopporta non può fare questo mestiere. Son tutte favole”.

 

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