Ciciliano (CTS): “Juve-Napoli, le autorità sanitarie non si discutono. Serie A a rischio? Non ci compete, decide la FIGC”

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Fabio Ciciliano, membro del CTS su alcuni temi attuali del calcio italiano, con l’avanzare del virus

di Tony Sarnataro
juventus napoli gasparri

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Fabio Ciciliano, membro del CTS su alcuni temi attuali del calcio italiano, con l’avanzare del virus.

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Le parole di Ciciliano

“La situazione epidemiologica è in rapido peggioramento. Siamo consapevoli che alcuni settori della vita comune, come lo sport, hanno provato ad arginare il contagio. Ma, parlando anche di cinema, ristorazione e così via, nonostante tutto ciò che è ieri abbiamo raggiunto il picco di positività: 22 mila casi che si ripercuoteranno sul sistema sanitario. Fermare tutto per due settimane per, poi, riaprire gradualmente? Valutazioni che spettano al Governo, il CTS fornisce informazioni che poi devono essere elaborate da chi decide. In Francia, domani, ci sarà un lockdown per 4 settimane con modalità da stabilire. I numeri, in Italia, sono alti, ma danno l’idea dell’impegno crescente del sistema sanitario: se i numeri dovessero continuare a salire tali da non poter gestire al meglio i pazienti, si restringeranno ulteriormente i provvedimenti. I primi risultati delle restrizioni si vedranno tra due settimane”.

Serie A, positivi Covid-19
(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Calcio a rischio?

“Si mantiene in vita solo il professionismo nel calcio: ma, con tanti casi. Quali misure? Il protocollo è rigoroso e mette in evidenza le positività, l’organizzazione dei campionati non è del CTS. La Figc ci ha sottoposto un protocollo che noi abbiamo aggiustato: è ovvio che un focolaio epidemico può esplodere e bisogna tutelare gli atleti e chi gli sta attorno. Quelle che sono le misure che Lega e Figc, al netto del protocollo, sono questioni interne. Se entri in bolla, non contagi: il virus non guarda in faccia a nessuno. Serie A a rischio? Non ci siamo preoccupati del calcio e della Serie A, dobbiamo evitare l’impatto dei contagiati, non so se il campionato può continuare oppure no: ma se diventa impossibile dare continuità ordinaria alle partite, penso che la Federazione o la Lega debbano pensare anche di sospendere le attività. Lockdown mirati? I focolai sono più diffusi all’interno delle grandi città, ma mi sembra prematuro fermare tutte le attività e speriamo che le decisioni prese servano a tamponare i contagi”.

Juventus-Napoli

“Juvetus-Napoli? I provvedimenti di quarantena delle Asl sono provvedimenti di autorità ai quali nessuno può sfuggire. Se il protocollo prevede deroga è un altro tipo di discorso, il 3-0 a tavolino prescinde dalla parte sanitaria. Ma, ci saranno ricorsi perché la sanità pubblica è prioritaria, tutti avranno la possibilità di dimostrare la bontà delle proprie posizioni”.

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