Il calcio di Sarri è culto dell’esattezza, precisione dei gesti, prodigio del movimento.

Il calcio di Sarri è culto dell’esattezza, precisione dei gesti, prodigio del movimento.

di Redazione

Il calcio di Sarri è culto dell’esattezza, precisione dei gesti, prodigio del movimento.

Nel taglio di Callejon, nel gioco di gambe di Insigne, nelle deflagrazioni di Dries si racchiudono 150 anni di stupore, di raffinate geometrie. E che dire di Marek… quando il capitano sterza per poi aprire il gioco sul fronte opposto si ha quella netta sensazione che lo sport stia trascendendo il “volgare” aspetto della competizione. Quello che voglio dire è che il Napoli è di per sé “Gioia”, al di là dei titoli messi in bacheca.

Certo è che “la commedia dell’arte” sarriana invoca la sua consacrazione. I partenopei, per la verità, sono cambiati molto nel corso di questa stagione.

In un primo momento, il collettivo sapientemente gestito da Sarri… appariva “bello, ma inutile”. I cali di concentrazione contro le piccole ci riferivano di una squadra superba, sfolgorante, ma priva di contenuti.

Poi, a partire dal girone di ritorno, c’è stata una chiara inversione di tendenza. Il gioco ha moltiplicato le sue fonti, passando con puntali avvicendamenti, dalla catena di sinistra (Ghoulam-Insigne) alle arterie cerntrali. Anche dal punto di vista mentale c’è stata una crescita esponenziale. Insomma, quando l’estetica si fa esplosione le linee di passaggio assumono ben altro ricamo. Sono finiture d’oro. Per questo e per tante altre ragioni, la nostra redazione, pur auspicando un trionfo che consgni l’azzurro Napoli alla storia del Futbòl, rifugge quell’assurda dicotomia secondo cui “è bravo chi vince, è scarso chi perde”.

Ecco, i giornalisti sono chiamati ad argomentare meglio le loro posizioni. Sono tutti bravi a separare il grano dalla zizzania. Autorevoli censori,ma scrittori gregari. Bisogna invece, toccare con mano, bruciarsi con il sacro fuoco del gioco. REDAZIONE – .

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