ultimissime calcio napoli

Calaiò: “Il Napoli deve giocare o con i tre attaccanti piccoli o con un piccolo ed uno fisico"

Redazione

L'ex attaccante azzurro parla del Napoli e di come dovrebbe giocare in attacco

Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli, è intervenuto a “Napoli Magazine Live”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube).

Ecco quanto dichiarato: “Il Napoli sta facendo un po' fatica a livello fisico, anche gli infortuni di inizio anno stanno condizionando le prestazioni di alcuni calciatori e poi cambiare troppo la formazione può confondere le idee. Ancelotti comunque è un maestro e sicuramente troverà la soluzione per questo momento particolare. Penso che il Napoli debba giocare o con i tre attaccanti piccoli o con uno piccolo, Insigne o Mertens e una punta fisicamente più forte, uno tra Llorente e Milik. Io sono un estimatore di Mertens, lo farei giocare sempre e gli rinnoverei subito il contratto, ma come dicevo, sono di parte. Anche Callejon è un altro elemento imprenscindibile, è prezioso con la sua corsa e la sua capacità di fare benissimo le due fasi, anche per lo spagnolo vale il discorso fatto per Mertens, merita il rinnovo.

Di Reja, al quale faccio sinceri auguri di buon compleanno, ricordo i due campionati vinti, ma anche il primo anno di Serie A quando c'è stata qualche tensione perché mi faceva giocare poco, ma lo ricordo sempre con grande piacere ed affetto, sono stati anni bellissimi. Spero che quanto fatto di buono sul campo possa replicarlo anche come dirigente, per ora il campo non mi manca pur essendo consapevole che avrei potuto dire ancora la mia e vorrei ringraziare Lotito, Mezzaroma e Fabiani che mi stanno dando questa opportunità che, ammetto, mi piace tanto. Nuovi Calaiò? Lavorando in Campania sicuramente ce ne sono, anche di più forti in prospettiva, spero di riuscire a scovare i talenti migliori da far crescere. Per abitudine ho sempre pensato positivo e mi sono sempre fatto scivolare tutto addosso, quindi non ho nessuna rivincita da prendermi e sono felicissimo e soddisfattissimo della mia carriera”.

Redazione