Bodo/Glimt, il CEO Thomassen: "Abbiamo studiato il Napoli, non attraversano un buon momento"
L'amministratore delegato del Bodo/Glimt, Frode Thomassen, ha rilasciato un'intervista al Mattino, nella quale ha parlato della realtà della squadra norvegese, focalizzandosi poi sulla gara contro il Napoli.
Bodo/Glimt, il CEO Thomassen: "Abbiamo studiato il Napoli, non attraversano un buon momento"
Sullo stadio del Bodo "Molti dicono che il nostro stadio sia un'arma segreta, ma non si tratta solo dell'erba (che è differente): molti club arrivano qui e hanno uno choc, è uno stadio piccolo, del 1966, per nessuno è facile giocarci. E poi a tutti fa più piacere giocare in casa, no? Il progetto per il nuovo stadio è in fase avanzata, si stanno decidendo le ultime cose, tra cui il nome»La squadra è già arrivata in città nonostante abbia giocato sabato in campionato, come è possibile? "Il riposo, il recupero, l'alimentazione, sono alla base del nostro lavoro. La squadra è arrivata con largo anticipo a Napoli così da poter recuperare meglio e abituarsi subito alla realtà in cui giocheremo la gara di Champions League. Ci sono cose che noi non possiamo decidere: il freddo, il vento, le condizioni sfavorevoli quando giochiamo in casa nostra, ma su tutte le altre possiamo incidere.
Sull'aspetto economico "Non è una questione di soldi, per noi il calcio si fa con altro. Posso sembrare filosofico, lo so, ma noi pensiamo che si possa fare anche con la passione e con le idee, ovviamente con la spinta della comunità che ci segue".
Sul progetto della società "Siamo un'unica cosa con la nostra comunità: poco più di 2mila persone per chilometro quadrato, sopra di noi c'è il mare. La prima grande città è a migliaia di chilometri: il calcio è Bodo e Bodo è il calcio".
Pensa che il progetto si possa replicare altrove? «Ogni club deve avere il suo. Il nostro, non a caso, è chiamato "Our way", la nostra strada. Ma credo davvero che ogni società possa avere un suo modo di fare le cose».
Quanto è importante il vostro mental coach Mannsverk? «È stato importantissimo per noi. Il nostro direttore sportivo nel 2017 lo ha scelto e gli effetti si sono visti subito. Prima lavorava di più con i singoli, oggi c'è un rapporto di gruppo. Anche il gruppo di capitani è nato con lui: non c'è un solo calciatore a vestire la fascia, la squadra sceglie un capitano diverso prima di ogni partita. E sarà così anche stasera per la gara di domani".
Concludendo sul Napoli e sulla sfida di domani "Non ho visto il ko contro il Venezia. Ma abbiamo visto diverse cose del Napoli negli ultimi giorni. Ci temono? Non credo. Ma ci hanno visto in Italia quando abbiamo affrontato Roma e Inter, sicuramente ci sarà rispetto nei nostri confronti. Speriamo non troppo, così possiamo approfittarne. So che il momento non è dei migliori. Ma cosa pensiate sia lo sport? Nel calcio ci stanno anche le sconfitte. Incontriamo un Napoli con calciatori fortissimi singolarmente, ma se facciamo bene come squadra possiamo raggiungere ogni risultato. Sono sicuro che Allegri userà il Venezia come motivazione domani sera e che cambieranno marcia in fretta. Ci saranno tanti norvegesi al Maradona: qui da noi il calcio italiano si studiava fino a qualche anno fa".
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