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BENEVENTO. Nel day after è iniziata ad affiorare lentamente anche la consapevolezza, al termine di u

BENEVENTO. Nel day after è iniziata ad affiorare lentamente anche la consapevolezza, al termine di u

BENEVENTO. Nel day after è iniziata ad affiorare lentamente anche la consapevolezza, al termine di una notte di euforia e baldoria. Ma al risveglio, dopo essersi stropicciati gli occhi e stiracchiati un po’ i muscoli, i tifosi del...

Redazione

BENEVENTO. Nel day after è iniziata ad affiorare lentamente anche la consapevolezza, al termine di una notte di euforia e baldoria. Ma al risveglio, dopo essersi stropicciati gli occhi e stiracchiati un po' i muscoli, i tifosi del Benevento si sono lasciati alle spalle la sbornia e hanno realizzato di essere stati i testimoni di un capolavoro sportivo senza precedenti nella lunga storia del calcio italiano. Non era infatti mai successo che una squadra riuscisse a compiere al primo tentativo il doppio salto, catapultandosi di forza nella èlite della serie A e realizzando nello spazio minimo di dodici mesi tutti i sogni vanamente inseguiti nei precedenti 88 anni. Ha dunque un sapore più particolare l'impresa firmata dalla società giallorossa, che dal prossimo 20 agosto potrà misurarsi in campionato con Juventus, Roma, Inter e Milan: pregustando naturalmente di conoscere soprattutto la data dell'attesissimo derby, quello contro il Napoli.

L'ultima sfida tra due formazioni campane in serie A risale al 14 febbraio del 1988: quando gli azzurri travolsero (4-0) al San Paolo l'Avellino. Al netto, quindi, fanno 29 anni e quasi 4 mesi: un vuoto che sta per essere colmato proprio grazie all'exploit del Benevento. 'Ora tocca a noi e non vogliamo essere una meteora: arriviamo tra le big con tantissima gioia e la ferma determinazione di rimanerci più a lungo possibile', ha subito promesso Oreste Vigorito, artefice di una promozione che lui stesso ha vissuto come un miracolo.

'Qualcuno ci aveva elogiati per la nostra campagna acquisti, nella scorsa estate: ma che potessimo arrivare tra le prime tre, vincendo in questa maniera i play off, non l'aveva immaginato davvero nessuno: nemmeno lontanamente. Bisogna essere ancora più grati a questi ragazzi, dunque, che hanno reso possibile attraverso il loro impegno un risultato straordinario per tutta la nostra città', ha gonfiato il petto il presidente, che a caldo aveva invece dedicato al fratello Ciro (a cui è intitolato anche lo stadio) lo straordinario successo dei giallorossi. 'Con la sua competenza avremmo tagliato questo traguardo pure prima, io ho avuto bisogno di più tempo per imparare '. C'è riuscito benissimo: investendo tanto e puntando sugli uomini giusti, a partire da Marco Baroni (tecnico che ora fa gola a molti) e dal direttore sportivo, Salvatore Di Somma.

Per lui la serie A non è una novità: era infatti il capitano dell'Avellino che duellava con il Napoli, negli anni Ottanta. Adesso è diventato con la sua esperienza il punto di riferimento del Benevento, atteso secondo Andrea Carnevale da un radioso futuro. 'Il club giallorosso è pronto per ripetere le gesta degli irpini, protagonisti per dieci stagioni di fila nel massimo campionato', ha detto l'ex attaccante degli scudetti azzurri, che è grande amico di Di Somma ed era tra i 15 mila tifosi impazziti di gioia giovedì notte, allo stadio Ciro Vigorito. E' da lì che la festa è dilagata verso il resto della città, dove nessuno ha chiuso occhio fino all'alba.

L'epicentro dello spettacolo, cominciato con i fuochi d'artificio e le campane a festa della chiesa di San Modesto, è diventata piazza del Risorgimento: dove intorno alle due della notte è arrivato dribblando il traffico il pullman con a bordo (sul tetto, in realtà) tutti i giocatori, accolti ovviamente con un boato di gioia.

Colorato di giallorosso pure l'Arco di Traiano, mentre sono andate a ruba le maglie speciali della promozione con la scritta 'Andiamo a comandare'. Ma è stata una festa assai composta, non smodata, come del resto era successo all'interno dello stadio. Benevento ha vinto anche fuori dal campo, gestendo con maturità un avvenimento a dir poco straordinario. Smaltita la sbornia, però, è tempo di rimettersi al lavoro. 'La sinergia col Napoli? Perchè no?', ammicca il presidente Vigorito. La serie A è già dietro l'angolo. Repubblica.