Il difensore può essere un'arma in più
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Benoit Badiashile è arrivato a Napoli tra mille dubbi. Mesi di inattività, troppi infortuni e un'operazione che lasciava più di qualche perplessità. Poi il debutto contro l'Inter: dieci minuti da incubo che sembravano aver confermato i timori di tanti. Da quel momento sono trascorse diverse settimane, con il difensore francese diventato una sorta di oggetto smarrito in panchina.
La verità, però, come testimonia la sua prestazione contro il Frosinone, è che Allegri stava semplicemente aiutando il giocatore a ritrovare la condizione, evitandogli altre uscite a vuoto. Ed è proprio da qui che nasce il mea culpa, pubblico e non, del tecnico azzurro.
L'errore a San Siro, infatti, non è stato soltanto quello di Badiashile, ma anche quello di Allegri, che forse non avrebbe dovuto puntare su di lui in quel preciso momento della partita e della sua avventura in azzurro. Dagli errori, però, si impara. E il fatto che un allenatore della sua esperienza abbia riconosciuto le proprie responsabilità senza problemi racconta molto della situazione e di come, adesso, si possa imboccare una strada favorevole per entrambi. Ora Badiashile non è diventato il difensore più forte del mondo, ma, per dirla alla Allegri, non è neanche un «brocco». Se aiutato, sostenuto e guidato nel modo giusto, può diventare una pedina importante per il Napoli.
Eppure, a volte, basterebbe semplicemente concedere il tempo necessario per sbagliare, imparare e rialzarsi. Con la speranza che questa volta sia davvero quella buona.
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