É ancora tutto in gioco: 27 punti in palio, la Champions resta a portata di mano

di Gerardo Di Lorenzo

Questo è un Napoli che assolutamente non esce ridimensionato dalla sconfitta di ieri sera contro la Juventus, considerato che la Vecchia Signora ha vinto esclusivamente grazie a due perle individuali e che gli azzurri, oltre ad aver sciupato un paio di occasioni importanti, si sono trovati di fronte un Buffon in gran serata. Logicamente non è un dato trascurabile l’importanza dell’organico bianconero e la forma brillante di alcuni componenti, come Chiesa, giocatore devastante e Cuadrado che sulla fascia ha fatto ciò che voleva. Incontenibile per Hysaj.

Certo, c’è rammarico per il gioco espresso, soprattutto  nel secondo tempo, ma c’è ancora più rammarico per i troppi punti persi in precedenza. Qualche giocatore sottotono, ci può stare, qualche scelta tecnica non del tutto azzeccata, ci può stare, ma troppi punti lasciati durante tutto il cammino, soprattutto in casa. Non ci deve stare. Nulla è perduto, la classifica è corta e partite da giocare ce ne sono, con un Napoli che dimostra di essere vivo e di proporre gioco.

Gli scontri diretti da disputarsi tendono una mano al Napoli

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La Juve vista in questo campionato non è una macchina da guerra devastante e può essere riagguantata, il Milan non vive un momento facile, anzi, del tutto altalenante e l’Atalanta non è molto distante. Ancora 27 punti disponibili per un Napoli quinto in classifica, ma a sole quattro lunghezze di distanza dal secondo posto.

Anche il numero di scontri diretti è in favore del Napoli, in quanto, mentre gli azzurri dovranno vedersela con Inter e Lazio, il Milan dovrà affrontare Lazio, Juve ed Atalanta, l’Atalanta si scontrerà con Juve, Roma e Milan, la Juve giocherà contro Atalanta, Milan ed Inter. Insomma, gli incroci sono davvero tanti e gli azzurri devono saper ripartire dal secondo tempo disputato allo Juventus Stadium.

La squadra è viva ma da questo momento è vietato sbagliare

Gattuso
(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

A parte gli scontri diretti, il campo insegna che ogni partita nasconde insidie ed il Napoli lo sa bene e lo ha imparato a sue spese in un’annata maledettamente sfortunata e piena di scivoloni inaspettati. Oramai il tempo dei rimpianti è tempo sprecato, inutile, sterile; contano le ambizioni che in casa Napoli sembrano essere riemerse, conta la personalità che si è vista anche durante una partita persa, che ha visto gli azzurri provare ad agguantarla, con ordine, fino all’ultimo secondo.

Una goccia di pioggia non fa una tempesta ed una sconfitta non è un disastro e non deve rivestire nuovamente l’ambiente di pessimismo. La squadra c’è, è viva, con i suoi limiti, questo è chiaro, ma è ancora lì. Ora testa alla Sampdoria, altra gara dura, che gli azzurri non possono permettersi di sbagliare se s’intende tenere ancora l’asticella delle aspettative in alto, lavorando altresì su alcune fragilità che si sono palesate a Torino.

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