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Condò: “La vittoria del Napoli sta nel gesto di Di Lorenzo. Anguissa gran colpo”

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Anguissa continua ad impressionare. Il parere di Paolo Condò

Sara Ghezzi

Il Napoli di Spalletti sembra essere un giocattolo perfetto. Una squadra che sa vincere in tutti i modi. Dominando, soffrendo e rimontando. Una squadra che finalmente sembra esser maturata. Ciò che ha dato a questi ragazzi il tecnico toscano lo si vede da alcuni particolari. invisibili agli occhi superficiali, straordinari agli occhi dei più attenti. Il Napoli vince pur non convincendo. Il Napoli è in vetta (insieme al Milan) contro ogni aspettativa e dietro questo cammino fantastico ci sono diversi nomi. Osimhen, Insigne, Di Lorenzo, Koulibaly, Fabian Ruiz, Spalletti. Ma soprattutto Anguissa e Giuntoli. Proprio quel ds tanto criticato che ha portato all'ombra del Vesuvio quello che si sta rivelando il miglior acquisto di questa stagione in Serie A. Di questa splendida macchina da guerra ne ha parlato Paolo Condò nel suo editoriale per La Repubblica, sottolineando proprio l'acquisto del camerunense.

"La vittoria del Napoli sta nel gesto di Di Lorenzo. Anguissa centro di gravità permanete per Spalletti", le parole di Condò

Di seguito un estratto da La Repubblica:

"Tornando alla vetta il Napoli è nei dettagli. Sentite qui. Pochi istanti prima che Ribery calciasse la punizione dal limite nel momento emotivamente più caldo della partita - subito dopo l'espulsione di Koulibaly - Giovanni Di Lorenzo si è staccato dalla barriera per andare a coprire il palo più lontano da Ospina. Una mossa rara, perché implica una difficile scelta di tempo. Se arretri troppo presto spalanchi l'area all'invasione avversaria perché hai rinunciato al fuorigioco, ma se lo fai troppo tardi hai ridotto la barriera senza aumentare la copertura della porta.

Di Lorenzo, che dall'inizio del campionato gioca come se fosse un uomo in missione, sceglie l'attimo perfetto. La parabola di Ribery è lenta ma molto precisa. Forse Ospina la raggiungerebbe e forse no, il terzino gli risparmia il dubbio con una respinta di testa che è una sentenza. Una volta di più in questa corsa del Napoli c'è stato un uomo capace di fare la cosa giusta al momento giusto, anche in una partita più dura del previsto - la Salernitana ha un bel cuore collettivo - vinta perché la squadra di Spalletti possiede una rosa e più opzioni di gioco.

Assente Osimhen e risparmiato Insigne, poco efficaci i sostituti Mertens e Lozano, sono stati Elmas e Petagna - appena subentrati - a provocare il k.o. Alla fine la parte del sicario l'ha recitata Zielinski: ma il modo in cui il centravanti di scorta è entrato nell'azione, e come poi ha combattuto per aiutare la difesa a reggere lo sforzo estremo della Salernitana, dice tutto del Napoli. Spalletti ha un piano A (Osimhen), un piano B rappresentato dalla cavalleria leggera e un piano A-bis che prevede Petagna nei panni del nigeriano.

Quelli che ci sono sempre, anche nella domenica in cui Koulibaly si sacrifica per mantenere il dato superlativo dei soli tre gol subiti (appena uno nelle ultime 8 gare), sono Fabian Ruiz e Anguissa. Ecco, l'ingaggio del camerunese - arrivato da una retrocessa della Premier, il Fulham - è ulteriore testimonianza di quanto nel calcio moderno il mercato fatto attraverso gli osservatori paghi dividendi maggiori rispetto a quello appaltato ai procuratori. Citando un maestro che tanto ci manca, Franco Battiato, Anguissa è il centro di gravità permanente del Napoli. Quello che non ci fa cambiare idea sulla liceità delle ambizioni di Spalletti".