Il tecnico domenica vivrà la sua prima gara in casa
Genoa-Napoli 0-2, il dopo partita è senza freni: le interviste diventano show
La storia di Massimiliano Allegri e il Napoli è fatta di tanti incroci. Il tecnico ha vestito i colori azzurri nel 1998 e spesso è stato avversario, anzi nemico della squadra azzurra. Ma domenica tornerà al Maradona, questa volta da partenopeo e l'edizione odierna de Il Mattino, ha analizzato questo ritorno. A seguire un estratto dell'articolo.
Allegri torna al Maradona, questa volta per difendere i colori azzurri come 30 anni fa
"Torna da azzurro a Fuorigrotta dopo 28 anni e sette mesi. Primo febbraio 1998, pareggio del Napoli contro la Lazio. Una settimana dopo, a Empoli, i cinque gol della squadra allenata da Spalletti e l'ultima delle sette partite di Max Allegri, voluta dal maestro Galeone, così sognatore da pensare di poter salvare la squadra da retrocessione certa. «Napoli è totalmente cambiata rispetto a trent'anni fa come città. Era meravigliosa allora e adesso ha qualcosa in più. Con un pubblico e dei tifosi passionali, con una società che in 15 anni ha navigato stabilmente tra Europa League e Champions vincendo anche due scudetti. È una piazza cresciuta tantissimo e si sente», ha detto l'allenatore ai microfoni di Sky Sport a quattro giorni dalla prima al Maradona contro il Como, la squadra che ha soffiato al suo Milan il quarto posto e la zona Champions per un punto. Napoli fu l'ultima tappa del calciatore Allegri in serie A. Chiuse all'Aglianese in serie C2, dove poi intraprese la carriera da allenatore. Qui, da avversario, ha vinto in campionato 4 partite su 13, l'ultima nel 2019 da tecnico della Juventus. Tra le sue squadre e il Napoli non ci sono state soltanto sfide scudetto. Punse Mazzarri prima di una gara a Cagliari: «Sfida tra due livornesi? Ma lui è di San Vincenzo...». Nei concitati minuti finali della partita Lavezzi lo colpì (casualmente?) con una pallonata. Ancora con Mazzarri prima di una gara Milan-Napoli del 2011. Walter aveva auspicato la designazione di un arbitro che non si lasciasse influenzare dal colore delle maglie. E Max: «Io l'arbitro lo avrei fatto scegliere a lui». Poco feeling anche con altri toscani: da Sarri, che piegò la sua Juve nel 2018 e si portò a un punto prima che esplodesse il caso di Inter-Juve e dello scudetto "perso" dal Napoli in albergo, a Spalletti, che dopo aver dato cinque gol ai bianconeri nel 2023 rincorse il tecnico avversario sulla pista dello stadio per stringergli la mano. E il nervosismo con Conte e il team manager Oriali nella prima sfida della Supercoppa dello scorso dicembre a Riad. Ha sostituito Antonio per la seconda volta a 14 anni dal passaggio di consegne alla Juventus, dove fu accolto tra le contestazioni dei tifosi: si sarebbero ricreduti davanti ai risultati di un ciclo non ripetuto. A Napoli vi è stata qualche lamentela social quando è stata chiara la designazione di Max per la panchina azzurra. Svanite dopo aver ascoltato chiari discorsi, fin dal giorno della presentazione sul palco del teatro San Carlo, la location scelta da De Laurentiis per un giorno da ricordare. Lui e Allegri si conoscono da tempo. C'è stima, l'occasione di unirsi professionalmente finora non vi era stata. È appena partito un progetto triennale. E Allegri, per la stagione del centenario azzurro, ha un'idea chiara".
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