Le scelte estive del club continuano a dimostrarsi non vincenti

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Allegri continua a pagare una programmazione estiva non ottimale da parte del Napoli, che ha scelto di non intervenire sul mercato, fatta eccezione per gli arrivi di Badiashile e Favasuli, entrambi attualmente fermi ai box. Ed è proprio questo aspetto a fare la differenza in questo momento: una rosa troppo corta, ricambi non all'altezza e troppi infortuni, che impediscono ad Allegri di effettuare cambi nei momenti clou della gara, quando i titolari iniziano ad accusare la stanchezza.

Allegri e quella panchina che gli dà poche possibilità di scelta

Come evidenziato da la Repubblica, la panchina corta continua a tradire Allegri e la partita di ieri contro la Roma ne è stata la dimostrazione più evidente. I giallorossi hanno avuto la possibilità di inserire forze fresche e giocatori di qualità, mentre il tecnico livornese ha dovuto fare i conti con numerose assenze e poche alternative. Questo, naturalmente, non giustifica il blackout a cui il Napoli continua ad andare incontro, ma può contribuire a spiegare la scelta di Allegri di ritardare le sostituzioni.
Allegri panchina

In attacco erano assenti Alisson Santos e Neres, mentre Lucca, in questo momento, non offre sufficienti garanzie. Vergara, invece, è rientrato soltanto adesso dall'infortunio, con un netto anticipo rispetto alla tabella di marcia. A centrocampo, le uniche alternative sono Lobotka e Gilmour, che presentano caratteristiche diverse rispetto ad Anguissa. Anche in difesa la situazione continua a essere complicata, con Beukema e Marianucci che non sono ancora al meglio della condizione.

Insomma, il Napoli presenta fragilità e limiti evidenti, ma il mancato intervento sul mercato da parte del club offre diverse attenuanti ad Allegri. Il tecnico si trova a lavorare con una squadra che non ha costruito interamente secondo le proprie idee, con giocatori già bocciati da Conte da rilanciare, infortuni continui e un gruppo che appare ormai stremato. Ancora una volta, dunque, Allegri si ritrova a fare i conti con una panchina corta e con le conseguenze di un mercato estivo che non ha garantito le alternative necessarie per affrontare una stagione così impegnativa.

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