In queste prime giornate ci sono stati dei momenti che non sono piaciuti all'allenatore azzurro
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Massimiliano Allegri, dopo la partita contro la Fiorentina, ha avuto uno sfogo sia davanti alle telecamere sia nello spogliatoio. Le sue parole forti sono arrivate al culmine di una somma di errori commessi nelle prime giornate, che lo hanno fatto infuriare. L'edizione odierna de Il Corriere dello Sport ha analizzato, in particolare, tre episodi che non sono piaciuti per nulla al tecnico, mostrando una fragilità che Allegri non ha apprezzato. A seguire, un estratto dell'articolo.
Tre episodi hanno fatto infuriare Allegri: il tecnico sta lavorando su un aspetto
"Una sorta di blackout sul più bello, quando ancora s'avvertiva la scia della felicità di un gol, mentre serviva tenere alta l'asticella dell'attenzione. Tre dei cinque gol subiti dal Napoli in campionato (sei complessivi in stagione con quello di Ødegaard dell'Arsenal in Champions) sono arrivati in momenti in cui la partita richiedeva una soglia di concentrazione elevata. Anche su questo aspetto sta lavorando Allegri durante la sosta, aspettando il Frosinone, quando sarà il momento di ripartire (10 ottobre) e con il calendario che presenterà partite ogni tre giorni.
Il Napoli aveva salutato il campionato con il veleno richiesto da Allegri al Franchi, chiaro riferimento alla cattiveria per concretizzare le occasioni avute ed essere più cinici. Ma anche dietro il Napoli di Max deve crescere. La cattiveria invocata riguardava anche il comportamento nella propria area di rigore. Soprattutto nelle letture dei momenti chiave delle partite. Perché nel calcio, ogni sfida vive di intervalli. Bisogna saper soffrire e stringere i denti, sapendo poi di poter rispondere quando si avrà di nuovo il vento a favore.
Tre gli episodi emersi in questo avvio di stagione. Gol subiti sul più bello, appunto. Quando stava per iniziare un altro racconto. Contro il Como, la rete del 2-1 per la squadra di Fabregas è arrivata quattro minuti dopo il pari alla mezz'ora di Hojlund. Il Napoli non aveva demeritato, poi aveva pagato la disattenzione sul gol di Baturina, ma era riuscito a rientrare subito in partita con la prodezza dal limite di Rasmus. Da quel momento poteva cominciare un'altra domenica, ma pochi istanti dopo ecco la seconda disattenzione: l'errore in uscita che costa caro e permette a Douvikas di superare Meret per il 2-1 definitivo.
Anche contro l'Inter uno dei gol chiave arriva quando la partita sembrava essersi messa in discesa. Dopo il 2-0 di Hojlund, la squadra di Chivu accorcia subito le distanze con Lautaro. E lo fa dopo appena tre minuti dal bis di Rasmus, proprio mentre Allegri chiedeva ai suoi massima attenzione per difendere il prezioso doppio vantaggio, con meno di un tempo da giocare per resistere e tentare il colpaccio a San Siro. Dal 2-1 cambia tutto, con finale noto. E anche il gol di Thuram, quello del pari, arriva in una fase cruciale della partita, pochi istanti dopo il cambio e l'aggiunta di un centrale in più, Badiashile. Si aspettava altro, Allegri, da quella sostituzione.
Al Franchi il gol arriva sei minuti dopo l'inizio della ripresa. Dura poco il vantaggio di Gilmour a metà primo tempo. Il Napoli si abbassa troppo e si fa sorprendere proprio mentre Allegri chiedeva ai suoi di avere coraggio e alzarsi di più. «Se oggi usciamo dal campo contenti del pari, significa che non va bene, bisogna essere molto arrabbiati», le sue parole nel post-gara. E nello spogliatoio, poi, acceso confronto con la squadra. Ma si cresce anche così, ripartendo dagli errori".
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