Il tecnico non ha il vento a favore, ma una certezza lo accompagna
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Massimiliano Allegri in questo momento viaggia in un caos che lui prova a rendere calmo. Risultati che non arrivano e un contesto non proprio favorevole, ma come rivela l'edizione odierna del Corriere della Sera, il tecnico ha un patto con il club nonostante tutto. A seguire un estratto dell'articolo.
Il caos calmo di Allegri, patto con il club nonostante infortuni, risultati e 0 mercato
"Quanto può essere frustrante impegnarsi al massimo delle proprie possibilità e raccogliere zero punti in tre partite su quattro? Massimiliano Allegri, il sergente dell’ottimismo, respinge la domanda. Sconveniente, anche mediaticamente, rivelare che ad oggi il Napoli è la squadra che meno si è attrezzata rispetto a quelle che hanno l’ambizione di competere per il titolo (Como e Inter, per esempio, due sconfitte. Ma anche Milan, Roma e Juventus) e che non sempre nel calcio, bastano cuore, anima e orgoglio. Il senso pratico di Max ci ha detto in passato che le categorie sono lo specchio di un mondo dove la differenza fra buoni giocatori e top player riflette poi la classifica finale. Lo pensa tuttora, certo. Ma c’è un patto con il club, siglato ai tempi del suo ingaggio, che in questa stagione le esigenze di bilancio devono necessariamente conciliarsi con il risultato sportivo. Detta più banalmente: Allegri, il suo palmares, la sua esperienza, sono chiamati a rivalutare il patrimonio su cui il club ha investito la scorsa stagione (150 milioni in panchina). Ecco che Max è passato dal «proveremo a vincere più titoli» a «Champions che bella parola» fino a, mercoledì sera dopo la sconfitta con l’Arsenal, «sistemeremo tutto». Nel suo caos calmo, Allegri è costretto a fronteggiare le correnti, con la consapevolezza che sono contrarie e indipendenti dal suo di lavoro.
Mercato carente, infortuni (gli ultimi, Alisson e Meret rientrano dopo la sosta) e anche intemperanze (Lang punito per comportamento poco idoneo): il conte Max una squadra completa da allenare ma anche da gestire di fatto non l’ha mai avuta. Sei infortuni finora — per fortuna meno gravi di quelli della scorsa stagione — intere zone di campo sguarnite e una condizione dei singoli da migliorare. L’età media è alta, c’è esperienza ma non troppa resistenza. Tre sconfitte, diverse, in cui le crepe ci sono state sia in fase difensiva che in attacco. Corrette le prime, in Champions il Napoli molto accorto pur costruendo occasioni ha sistematicamente sbagliato la scelta tecnica dell’ultimo passaggio. Max ricorre all’arte dell’arrangiarsi, del rattoppo. Sicuro di sistemare, forte della qualità e del talento che la squadra al completo possiede. E quindi sorride (amaro): «Beh se non fai gol poi succede che lo fanno gli altri», elementare. Nel suo repertorio il lamento non è contemplato, il bicchiere va visto sempre mezzo pieno. Eppure, quando sveste l’abito pubblico, il pensiero corre a gennaio, finestra suppletiva di mercato. Un difensore e un attaccante: pedine indispensabili per dare sostanza a una stagione che deve riprendere la giusta direzione (tre sconfitte nelle prime quattro non accadevano da 26 anni) e arrivare a marzo, mese che per Allegri è una dead line, e stabilire la linea degli obiettivi".
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