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Venezia, Zanetti: “Dopo la prima parte di stagione si è rotto qualcosa”

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Le dichiarazioni di Paolo Zanetti

Leonardo Litterio

Nella giornata di ieri è arrivata l'ufficialità: Paolo Zanetti non sarà più l'allenatore del Venezia. La squadra veneta dopo 8 sconfitte consecutive ha deciso di lasciar andare il proprio tecnico con il quale ha condiviso la promozione in Serie A.

Zanetti: "Dopo la prima parte di stagione si è rotto qualcosa, porterò con me uno dei ricordi più belli della mia vita"

Venezia, Zanetti: “Dopo la prima parte di stagione si è rotto qualcosa”- immagine 2

Nella giornata di oggi ai microfoni di "Tuttoveneziasport.it" è intervenuto l'ex tecnico del club veneto, Paolo Zanetti. Di seguito le sue dichiarazioni:

"Quello che c’è stato fra di noi è una bella storia, particolare, ricordo i giorni quando sono arrivato nello scetticismo generale, da vicentino, nemico sportivo. Invece nel tempo si è creata un’alchimia incredibile, che ci ha portato a fare un miracolo, un miracolo che ha portato in me alcuni dei momenti più belli della mia vita il che mi porta a metterci quest’oggi la faccia. È il minimo che possa fare ringraziare la piazza e tutti coloro che hanno lavorato con me, tutti coloro che lavorano dietro le quinte e con i quali l’anno scorso si è creata una sinergia tale che si è arrivati a un miracolo, l’anno scorso eravamo partiti per una salvezza tranquilla e ora ci ritroviamo spero ancora per l’anno prossimo a fare la Serie A".

Sul girone di ritorno

"Questa invece è stata un’annata dai due volti, sono voluto rimanere nonostante le diverse possibilità che avevo, possibilità che portavano anche a garanzie diverse sotto l’aspetto tecnico, ma io sono così, ho scelto con il cuore e non rinnego questa scelta neanche il giorno del mio esonero. Anzi credo che questa sia stata la più bella scelta che potessi fare perché l’ho fatta col cuore. Ho provato a fare questo miracolo con tutte le persone che erano con me, fino a metà stagione c’eravamo anche riusciti, poi si è rotto qualcosa, è evidente".

Sulle motivazioni dell'addio

"I motivi sono tantissimi e non chiedetemi oggi quali siano perché non sarebbe corretto parlarne. Oggi però c’è il finale, la fine della mia storia qui. Il minimo che potessi fare è ringraziare per il sostegno che mi avete dato, sentire il coro nei miei confronti dopo otto gare perse di fila è qualcosa di raro, ho trattenuto a stento le lacrime, erano lacrime di gioia, orgoglio, ma anche dispiacere, mi sento questa maglia addosso come una seconda pelle e non essere riuscito a bissare il miracolo è un grande dispiacere, non me ne do pace. Chiedo scusa per quelle che possono essere le mie colpe, ne ho molte, ne hanno anche gli altri e spero si prenderanno le loro responsabilità come ho fatto sempre io, credo sia il minimo del rispetto che si può dare a un tifo e una piazza che da anni aspettavano questa categoria".