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Thuram: “Il razzismo non finirà finché i calciatori bianchi staranno zitti”

Thuram: “Il razzismo non finirà finché i calciatori bianchi staranno zitti”

Le parole dell'ex calciatore

Giovanni Montuori

Lilian Thuram, ex calciatore, ospite al Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato di vari temi tra cui il razzismo legato ai calciatori.

Thuram sul razzismo e i calciatori

 (Getty Images)

Il razzismo è una trappola, un’ideologia politica che va avanti perché c’è gente che ci guadagna. Il razzismo è arroganza, è pensare di avere sempre ragione, è non volere ascoltare gli altri. Bisogna uscire da questa arroganza per diventare esseri umani. Per sconfiggerlo bisogna abbattere i pregiudizi. Pregiudizi che nascono quando cresci. Ma i bambini non dicono sono bianco o sono nero, ma sono marrone, rosa, beige. Anche nel mondo del calcio ci sono queste abitudini, i giocatori bianchi gli allenatori bianchi possono fare tanto, se non fai niente vuol dire che accetti uno stato di cose.

I calciatori devono dire: sì c’è razzismo in Italia. E lo dici perché ami l’Italia e vuoi cambiare le cose. Se tu hai un problema, io ti devo aiutare, non è che ti devo chiedere prima da dove viene e che colore della pelle hai. Quando gridi che Koulibaly è una scimmia tu fai violenza, colpisci non solo lui ma tanta gente. Una persona deve aiutare un’altra persona perché abbia gli stessi diritti. Per uscire dal razzismo tu non devi pensare come un francese, un italiano, un nero, un bianco, un senegalese, ma come un essere umano”.