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Chirico ancora al veleno contro il Napoli: “Disertano le premiazioni e vogliono dare lezioni di sportività…”

Giovanni Ibello

Marcello Chirico, noto giornalista “di fede” juventina ha scritto un lungo articolo sulle pagine del sito Ilbianconero.com. Chirico ha affrontato il tema “sportività” ed è tornato sulla supercoppa italiana tra Juventus e...

Marcello Chirico, noto giornalista "di fede" juventina ha scritto un lungo articolo sulle pagine del sito Ilbianconero.com. Chirico ha affrontato il tema "sportività" ed è tornato sulla supercoppa italiana tra Juventus e Napoli, criticando ferocemente gli azzurri. Ecco quanto, delle sue parole, è stato evidenziatod alla nostra redazione:

"Ormai l’abbiamo capito, a Napoli funziona così: quando la squadra vince, si va di fuochi d’artificio, sfottò (spesso anche sopra le righe) e si pretendono dagli altri complimenti e sportività, al contrario - quando il Napoli perde - si innescano polemiche assurde ed è vietato riconoscere i meriti dell’avversario. A maggior ragione se si chiama Juventus.

Chirico sull'esultanza degli juventini dopo il rigore fallito da Insigne

Ve la ricordate l’ultima finale di Coppa Italia, vinta ai calci di rigore proprio dal Napoli contro la Juve? Andrea Agnelli volle stringere le mani e consegnare personalmente le medaglie ai giocatori napoletani. A Reggio Emilia, al momento della consegna della Supercoppa, si sono perse le tracce dei dirigenti partenopei, e in campo c’era un solo calciatore azzurro che applaudiva i rivali: l’ex juventino Fernando Llorente. Sui social nemmeno un tweet di congratulazioni, nulla di nulla. Non che qualcuno lo pretendesse, ma in genere tra club si usa. La Juventus li ha ricevuti dal Pescara Calcio, non dal Napoli. Quantomeno singolare.

Che tra Juventus e Napoli non esista un feeling idilliaco non lo si è di sicuro scoperto mercoledì sera, a volte però bisognerebbe salvare almeno la forma. A De Laurentiis la cosa non sembra però interessare granché. A proposito di Supercoppa, non va infatti dimenticato il precedente di Pechino, quando ADL si rifiutò di mandare la squadra alla premiazione. Se i dirigenti si comportano in questa maniera, non si può poi pretendere che la cavalleria rientri tra i cromosomi di certa stampa faziosa particolarmente attiva nel Golfo e di larga parte (non tutta) della tifoseria locale. Il rancore lo si alimenta anche attraverso atteggiamenti inspiegabili, tipo appunto questi.