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Lippi: “Scudetto? In corsa Napoli, Milan e Inter. Spalletti è più tranquillo”

(Getty Images)

Le parole di Marcello Lippi

Sara Ghezzi

Marcello Lippi ex commissario tecnico della Nazionale Campione del Mondo de 2006 ha rilasciato un'intervista a Tuttomercatoweb. L'ex tecnico nel corso del suo intervento ha trattato diversi argomenti, dal pareggio contro la Svizzera al Napoli di Spalletti, passando per l'errore di Jorginho e la lotta scudetto.

"Scudetto? In corsa Napoli, Milan e Inter. Spalletti sta facendo bene, è più tranquillo", le parole di Marcello Lippi

Parliamo un po' dell'Italia. Dopo il pari di ieri contro la Svizzera il cammino si complica ma sei fiducioso?

"Sì, certo che sono fiducioso. Il pareggio è uno di quei risultati che quando giocano squadre abbastanza forti - e lo è anche la Svizzera - ci sta, va messo in preventivo. E' chiaro che se si vinceva era meglio, era già risolta la pratica. Ma i risultati utili per risolverla lo stesso ci sono e sono nelle forze di questa squadra. Questo è un gruppo sereno e intelligente, compreso l'allenatore, sanno benissimo che il risultato finale sarà ottenuto lo stesso".

Da commissario tecnico avrebbe fatto calciare il rigore a Jorginho?

"Io ho deciso tre volte nella mia carriera, in situazione di grande importanza, chi doveva battere il rigore. Due volte è andata bene, un'altra volta è andata male".

Questa Nazionale ha problemi in attacco?

"No, questa Nazionale non ha problemi. E' a un passo minimo dalla qualificazione ai Mondiali, ha vinto l'Europeo... ti sembra una squadra con dei problemi? E' chiaro che non può essere al 100% in tutti i reparti e in tutti i momenti della stagione. Poi magari il campionato proporrà un giocatore importante che risolve tutti i problemi..."

Può essere Lucca?

"E' una bellissima città Lucca... (ride, ndr). Poi noi siamo in provincia di Lucca..."

Parlando del campionato. E' una lotta a due Milan-Napoli?

"No, no. E' una lotta a tre, sicuramente. Si inserirà anche l'Inter. Milan e Napoli devono tener presente anche l'Inter".

E la Juventus come la vedi?

"Non lo so, può essere abbiano fatto delle valutazioni che portano la squadra a dare tutto in Champions League. Credo se potessero firmare per una stagione da concludere col settimo posto in campionato e la vittoria in Champions League, firmerebbero subito".

Tra i giovani chi può emergere?

"Se c'è una persona che è bravo a scoprire i giovani quello è il ct Mancini. Se c'è un giovane bravo stai tranquillo che Mancini lo utilizza. I giovani ci sono e pensate bene che quando io allenavo la Nazionale sceglievo in un campionato che contava il 35% di stranieri e il 65% di italiani. Ora invece la situazione si è capovolta. Nonostante ciò, ci sono giovani italiani bravi che vengono presi in considerazione. Però poi quando arrivi in Nazionale la maglia può pesare 7-8-10 kg, è chiaro che questo aspetto è da tenere in considerazione".

Qual è il suo ricordo di Galeazzi?

"Ha intervistato grandi campioni ma non si possono dimenticare le sue telecronache. E' stato un personaggio grande, un altro tipo di giornalismo rispetto a ora e credo sarà ricordato con grande simpatia e affetto".

E' stato colpito dal lavoro di Pioli?

"Sì, è vero. Sono rimasto colpito dal suo lavoro, da tre anni lavora ai vertici del campionato e anche quest'anno ha fatto una partenza eccezionale. Secondo me sta pagando la disabitudine del Milan al calcio internazionale, da 7 anni i rossoneri non erano in Champions... Ma a livello Nazionale ha fatto benissimo, mi ricorda Ancelotti e credo di fargli un bel complimento con questo paragone".

Lei a chi darebbe il Pallone d'Oro?

"Nonostante l'errore dagli undici metri di ieri lo darei a Jorginho, ha vinto tutto e quando uno vince tutto è giusto che abbia questo riconoscimento. Ci sono grandi campioni che hanno vinto poco o nulla, poi campioni che hanno vinto tutto e vanno premiati".

Cosa ci dice di Spalletti?

"E' appena tornato Spalletti e l'ho trovato diverso, più riflessivo, disponibile al dialogo e meno teso... E' una persona capace, di grande competenza, sta dimostrando di non aver dimenticato come si fa questo lavoro".

Lei ha allenato attaccanti fortissimi. Cosa pensa di Vlahovic?

"Penso che sia molto bravo e abbia due palle non indifferenti. Gestire una situazione nella quale si è trovato per dichiarazioni altrui non è semplice. Sta dimostrando grande serietà e attaccamento alla società, che ci sia qualcuno che sta facendo i suoi interessi è evidente, e appena possibile verrà fuori, ma lui dimostra grande qualità tecnica e grande carattere".