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serie a
Dopo l'inopinato ko contro la Fiorentina per la Juve di Luciano Spalletti l'accesso alla prossima Champions sembra quasi compromesso, visto che i bianconeri sono sesti in classifica, a quota 68 in compagnia del Como (quinto per il vantaggio negli scontri diretti), a -2 dalla coppia Milan-Roma al terzo posto che però domenica sera affronteranno, rispettivamente, il Cagliari in casa (già salvo) e il Verona in trasferta (già retrocesso).
Da novembre in poi, molte cose sono cambiate per Spalletti che, quando arrivò sulla panchina della Juve al posto di Tudor, aveva dichiarato: "Spero di rientrare nel giro scudetto: ne parlavamo con i giocatori, le intenzioni devono essere al massimo. Vogliamo provarci, mancano ancora 29 partite e sono tante, poi nei tanti anni di carriera ne ho viste di tutti i colori: non vedo perché io mi debba accontentare. Per un club come questo bisogna entrare in Champions, dobbiamo rimettere le cose in pari perché le altre corrono forte. Se non avessi creduto che questa squadra abbia delle potenzialità, nonostante abbia passato momenti difficili, perché avrei dovuto accettare un contratto di 8 mesi?".
Ma ieri a Dazn dopo il ko con la Fiorentina ha dichiarato: "Dal mio punto di vista è stato fatto un percorso in cui si è visto che la squadra ha reagito e ha creato i presupposti di poter ambire anche a giocare a livelli più alti. Poi un club come la Juventus merita di stare in Champions, ma ce ne vanno 4 e di squadre forti ce ne sono molte. Per cui ci si assume le responsabilità, si sta zitti e si va ad analizzare soprattutto noi stessi. Siamo dentro l'Europa League, potevi essere fuori anche da quella".
Il tecnico della Juve ha cambiato opinione da novembre ad ora, è passato dal sogno scudetto all'accontentarsi per la qualificazione in Europa League, con annesso scampato pericolo Conference League in caso di vittoria della Lazio in Coppa Italia.
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