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Sacchi sullo Scudetto: “Napoli forte. Inter? Non ha il coraggio del Milan!”

MILAN, ITALY - DECEMBER 15:  Arrigo Sacchi attends the Serie A match between AC Milan and US Sassuolo at Stadio Giuseppe Meazza on December 15, 2019 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Lunga intervista da parte di Sacchi nella quale dice la sua suoi temi attuali più importanti del calcio italiano

Ugo Panico

Arrigo Sacchi ha rilasciato un'intervista a La Stampa. L'ex allenatore del Milan ha detto la sua sul momento dei rossoneri e della lotta contro il Napoli.

Sacchi: "Napoli e Milan favorite ma per lo scudetto c'è anche l'Inter!"

 (Getty Images)

Sacchi, come vede il Napoli di oggi?

«Contro il Bologna mi ha fatto una grande impressione, a Salerno mi è piaciuto meno. Per vincere un campionato devi avere una normalità di rendimento e di impegno: se il Napoli l’avrà, lotterà fino in fondo perché ha bravi giovani, buona esperienza, una rosa ampia e di qualità».

Il Milan?

"Sulla carta non è la più forte, ma gioca il calcio più vicino all’internazionalità, inoltre è squadra nello spirito e questo l’aiuta a esserlo nel gioco. Accanto ai giovani, interessanti, ci sono due o tre elementi maturi che però conservano entusiasmo e generosità. Hanno subito diversi infortuni, può capitare ma speriamo che la sfortuna non si accanisca: Pioli ne risentirebbe, non ha una rosa come quella del Napoli".

Nonostante un calcio a suo giudizio internazionale, la Champions rossonera è avara…

"Significa che la crescita non è completa, ma va anche detto che il cammino non è stato agevole: oltre ad Atletico Madrid e Liverpool, nel girone c’è il Porto che non casualmente, un anno fa, ha eliminato la Juventus. I portoghesi giocano in undici, sono polivalenti, si muovono senza pensare perché hanno automatizzato i movimenti".

Il calcio a sua immagine

"Per rimanere sport attrattivo, deve essere così. E intrecciare modestia, entusiasmo, altruismo, passione e intelligenza. Bisogna sapere sempre cosa fare, se giocare corto o lungo, a destra o sinistra. Oggi portabandiera dell’Italia è l’Atalanta, dove tutti partecipano alla manovra, altro che sprecare giocatori per la sola fase difensiva. Così capita che la squadra di Gasperini sfiori la vittoria con il Manchester United che si permette di tirar fuori dalla panchina Cavani, Van der Beek oppure Sancho pagato 85 milioni".

Il Milan ha un valore aggiunto: Ibrahimovic

"Dio gli ha dato tantissimo e non sempre ne ha approfittato perché pensava gli bastasse, oggi però gioca per la squadra ed è recuperato al collettivo. È straordinario, forse nel derby poteva essere cercato un po’ di più. Difficile, in generale, trovare un calciatore d’esperienza che sappia essere generoso e intelligente: io a Rimini avevo Frosio, un passato in A che non faceva pesare, una volta venne ad allenarsi con 39 di febbre".

Ci parli di Spalletti e di Pioli

"Spalletti è sempre stato un buon allenatore, solo dava la sensazione di non riuscire a esprimersi totalmente. Pioli adesso imprime uno stile suo: prima non si vedeva, potevano essere squadre di tutti. Deve portarlo avanti fino in fondo, però: con l’Atletico Madrid, rimasti in dieci, è tornato un allenatore “italiano”, fuori gli attaccati e tutti difensori e centrocampisti. Io credo di non aver mai perso in dieci contro undici, nemmeno al Mondiale. E ho sempre difeso lo stile: non lo avessi fatto, avessi cercato compromessi, avessi ascoltato i giocatori che al tramonto di partite bloccate chiedevano di lanciare i palloni in area per sfruttare il gioco aereo, il mio Milan non avrebbe ricevuto tanti riconoscimenti prestigiosi".

Napoli e Milan in vetta. Affare a due, o per lo scudetto c’è anche l’Inter?

"C’è di sicuro. Non ha il coraggio del Milan, ma come qualità individuale è superiore".