Sconcerti: “Milan-Juve? I bianconeri hanno di più, per i rossoneri gioco e senso di compagnia”

di Sara Ghezzi
Sconcerti

Mario Sconcerti, noto giornalista, nel sul editoriale sul Corriere della Sera, si sofferma sul big match di questa giornata, Milan-Juve. Confrontando le due squadre, una che può contare sulla presenza di Cristiano Ronaldo, il campione, l’altra che vede l’assenza dell’uomo simbolo della squadra Zlatan Ibrahimović, ma che sembra non risentirne più di tanto. Infatti, Stefano Pioli, allenatore dei rossoneri, sembra aver creato un collettivo, che prescinde dalla sua punta di diamante.

Le parole di Sconcerti

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Mario Sconcerti (by Getty Images)

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“Penso che la Juve sia più forte del Milan ma non so fino in fondo perché. Il Milan ha stravolto il concetto di normalità, che è un concetto eterno, non discutibile. Ma il Milan segna 2 gol a partita senza avere un grande attaccante, Rebic e Leao sarebbero riserve sia nella Juve e nell’Inter, nella Roma, nel Napoli, il prototipo di questa normalità diversa è Krunic. Non è un ragazzo, ha 27 anni, prima del Milan ha giocato nell’Empoli e in squadre slave sconosciute. Giocava con Sarri, con Zielinski, con Caputo e sembrava uno dentro il cerchio, mai oltre. Oggi corre come un mezzofondista e non butta mai via il pallone. C’è nel Milan una chiarezza che non esiste nelle altre squadre. C’è gioco e senso di compagnia. Pioli, quando trova una sintonia, diventa l’amico anziano, è facile volergli bene. Pensate a Pirlo, ad Andrea Agnelli, alla Ferrari, a Stellantis, a un cozzo di interessi che sono molti mondi, non una partita. Lì c’è una freddezza di intenti, la piccola aria che tutto sia provvisorio. C’è sempre un altro mondo da inventare.

Nella terra di Pioli c’è la certezza di rincorrere la parte migliore della vita, una storia solo sentita dire. É questo l’imbarazzo, che ci sono realtà nuove da capire e prima di staccarsi dalle vecchie serve tempo. Io non ho mai visto un attaccante come Ronaldo, la sua naturalezza di fare gol. Che c’entrano Pelé e Maradona? Ronaldo è solo attaccante, ma è come nessun altro attaccante. Basta lui per andare oltre il Milan di Krunic e Tonali, che tra parentesi trovo ancora giocatore troppo semplice. Diventerà un grande quando lo diranno i media, ma da solo sarà dura. La Juve insomma ha di più, ha l’innaturale, ma il Milan ha cose molto particolari”.

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