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Salernitana, Sabatini: “Salvezza impresa di cui sono orgoglioso! E su Cavani…”

Giovanni Montuori

Le parole del dirigente granata

Walter Sabatini, dirigente della Salernitana, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport soffermandosi sulla salvezza e sul futuro del club granata.

Salernitana, parla il direttore Sabatini

Le parole di Sabatini:

“Mi fido molto delle mie qualità e delle mie conoscenze. Quindi nasceva da un pizzico di arroganza. E poi, in una situazione del genere, dovevo trasmettere un messaggio di coraggio. E così è uscita quella frase. Solo raramente ho avuto dei dubbi. Sono stati bravi tutti e ricordo anche Stefano Colantuono che ha portato due punti preziosissimi contro Spezia e Genoa, senza i quali saremmo retrocessi”.

Su Iervolino

“Il presidente ha un record: ha salvato la Salernitana due volte nella stessa stagione, rilevando il club prima che sparisse e poi dandomi un mandato pieno nel mercato di gennaio. È ambizioso, lungimirante, tenace”.

Sul suo futuro

“Ho firmato per un altro anno: mi sento in debito con la città, che mi ha accolto con stima, che poi si è trasformata in amore. Questa è una piazza incredibile. Noi lavoriamo per la gioia delle persone e aver visto la felicità della gente di Salerno è stato il premio più bello. Adesso il mio obiettivo è costruire una salvezza meno cardiopatica, più serena, che si configuri sin dalle prime giornate. Non posso riproporre una situazione così tragica. Se ci fosse stato il calcio ai suoi tempi, Shakespeare ci avrebbe ambientato una tragedia: il calcio è così, succedono cose inimmaginabili”.

Sul mercato  

“Ho tutto in testa, ma devo trasformare i pensieri in azione e lo farò presto. Sono già eccitato dall’idea di lavorare in estate”.

Sui sogni Cavani e Arnautovic

“Il presidente è un intenditore. Cavani l’ho avuto a Palermo, è eccezionale, ma non ci sono le condizioni economiche. La Salernitana potrebbe anche pagare uno stipendio top, ma non deve: il nostro calcio deve essere sostenibile. In quanto ad Arnautovic, l’ho portato a Bologna e so che vuole tornare in una squadra metropolitana. È un leader, un trascinatore, fa reparto da solo, un lottatore, un rissaiolo”.

Su Nicola

“Andremo avanti con lui. Gli abbiamo fatto un’offerta, lui si è preso qualche giorno per pensarci e parlarne con i suoi collaboratori. Ma non ci saranno problemi. Noi conosciamo il valore dell’uomo ancor prima di quello dell’allenatore. E Davide è innamorato della piazza”.

Su come ha scoperto Ederson  

“Guardando il calcio, perché il calcio va guardato con continuità, umiltà e generosità. Ogni calciatore può essere forte, bisogna saper andare oltre le prime immagini. Ederson mi ha abbagliato con una rincorsa: lui rincorre divorando il campo e fa lo stesso quando scatta in avanti. È stata una scelta facile, non ci voleva un esperto. In B sarebbe stato impossibile tenerlo, in A possiamo provarci. E abbiamo un altro giocatore sbalorditivo: Bohinen. Ha un’autorità straordinaria per un ragazzo del ’99. Ha le qualità migliori del carattere nordico (educazione, puntualità, precisione) unite al temperamento latino”.

Sull'impresa della salvezza

“Sicuramente è quella di cui vado più orgoglioso. Io vivo per le sfide, amo misurarmi contro l’impossibile. Ma sono anche realista e adesso vorrei abbassare il tetto stipendi, ricollocare sul mercato i giocatori di cui possiamo privarci. I numeri devono essere a posto”.

Su cosa resterà di questa storia

“Tutto: la voglia, l’impegno, la follia, la lunga rincorsa. È vero che abbiamo fatto solo 31 punti, ma comunque uno in più del Cagliari. Eravamo già annegati, poi siamo tornati a galla e ci siamo aggrappati a un pezzo di legno. E alla fine siamo arrivati a riva. Sani e... salvi”.