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Abraham: “Amo la città di Roma. Mourinho? Semplice, è una boccata d’aria fresca!”

(Abraham, Getty Images)

Le parole di Tammy Abraham, uno dei migliori attaccanti del nostro campionato

Mattia Fele

La Roma di Mourinho non ha espresso sempre un calcio sfavillante, ma di certo ha avvicinato il proprio popolo alla squadra. Questo è stato dovuto di certo ad un allenatore che non ha mai voluto altro che questo, in tutti i momenti della stagione, specialmente quando ha capito che questa dinamica avrebbe potuto portare alcuni punti in più. Ne ha parlato Abraham, finalizzatore di punta dei giallorossi...

Roma, Abraham: "Mourinho è una boccata d'aria..."

 

(Abraham, Getty Images)

Di seguito un estratto dell'intervento dell'attaccante ai microfoni ufficiali dell'UEFA: 

"Roma? Adoro questa città! Si tratta un'esperienza che non dimenticherò mai e venire qui è stato un sogno che si è avverato: volevo qualcosa di nuovo, sono cresciuto in Inghilterra, quindi era bello conoscere una cultura diversa. Qui vedo la storia della città e mi godo il cibo, vivo bene ogni minuto. Sono andato a vedere il Colosseo, ne ho sentito parlare molto da bambino. Ci sono stato un paio di volte e ci passo davanti ogni giorno. Anche con la lingua va bene: quando sono arrivato non capivo una parola, ma mi sto ambientando, prendo lezioni tutti i giorni e imparo. Se tutto va bene, tra un paio di mesi sarò più sciolto".

Sui tifosi

"Prima di arrivare qui, ho parlato con Fikayo Tomori e mi ha detto che i tifosi italiani sono molto calorosi. Ma una cosa è sentirlo da un tuo amico, un'altra è essere qui e viverlo di persona. Quando sono venuto allo stadio ho solo detto: 'Wow!'"

Su Mou

"Le sue prime parole sono state: 'Preferisci restare in Inghilterra, dove piove sempre, o venire al sole a Roma?' Abbiamo riso, ma poi ha detto: 'No, sul serio'. L'ho sempre considerato una figura paterna e secondo lui questo è il posto migliore per me in questo momento; posso lasciare un segno nel calcio italiano e farmi conoscere in tutto il mondo, non solo in Inghilterra. Per me era abbastanza. Lui sa quando ci sono con la testa e quando dormo un po'. Sa guidare davvero la squadra e ispirarla a volere di più: è una boccata d'aria fresca. Quando dobbiamo svegliarci, lui c'è. Quando giochiamo bene, ce lo dice ma vuole ancora di più. Un giocatore non potrebbe chiedere di meglio".