Il Napoli soffre di recidività acuta: patti chiari e anima in pace

di Claudia Vivenzio
gattuso del genio

Lo Spezia riesce nell’impresa: vince per 2-1 allo stadio Diego Armando Maradona in rimonta e in dieci uomini dal 77′. Si fa davvero fatica a crederci ma ormai è chiaro: il Napoli soffre di recidività acuta.

Il Napoli soffre di recidività acuta

NAPLES, ITALY – JANUARY 06: Hirving Lozano of S.S.C. Napoli and Andrea Petagna of S.S.C. Napoli collide during the Serie A match between SSC Napoli and Spezia Calcio at Stadio Diego Armando Maradona on January 06, 2021 in Naples, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ieri allo stadio Diego Armando Maradona è andato in scena l’ennesimo harakiri del Napoli di Gennaro Gattuso. Forse il suicidio calcistico più impronosticabile: reduci dalla pausa natalizia e dunque riposati fisicamente, contro lo Spezia penultima in classifica prima del match e inorgogliti dopo la splendida e rotonda vittoria per 4-1 sul Cagliari avvenuta soltanto tre giorni fa.

Eppure il Napoli è stato capace dell’incredibile: perdere in casa, contro lo Spezia, in dieci uomini e in rimonta. No, non siamo su “Scherzi a parte”. Ma il “talento” di una tale “impresa” non dovrebbe meravigliare troppo: i partenopei infatti non vincono in casa dal lontano 13 dicembre (quasi un mese) contro la Sampdoria. Così come le ultime sei partite recitano clamorosamente: tre sconfitte (Inter, Lazio Spezia), un pareggio (Torino) e soltanto due vittorie (Sampdoria, Cagliari), dunque soltanto 7 punti su 18.

E allora sembra doveroso che si faccia chiarezza: il Napoli è questo? Sì. Il Napoli è proprio questo: un’altalena e una squadra che soffre di recidività acuta. Ripete sempre gli stessi errori ma non da Rino in poi, da sempre. Il Napoli è una squadra discontinua, senza spina dorsale, senza carattere, emotiva, molle, fragile. Così come dall’altra parte è una squadra piena di valori individuali indiscutibili, ricca di talenti che sanno giocare a calcio e anche molto bene.

E dunque si alternano prestazioni convincenti a prestazioni di black-out totale. Si passa dall’esaltazione alla depressione, dai 4-0 (rifilati ad Atalanta, Roma, Crotone, Cagliari) alle sconfitte per 1-0 e 2-0 senza fare un solo gol (AZ Alkmaar, Sassuolo, Inter, Lazio).

Crocifiggere Gattuso però risulta – specialmente leggendo il tabellino di Napoli-Spezia – facile sì, ma non così obiettivo. Gli azzurri hanno tirato dieci volte nel primo tempo ma sono ritornati negli spogliatoi a secco. Nel secondo tempo i tiri sono addirittura raddoppiati: ben 19 tiri. Per un totale di 29 tiri in 90 minuti e un solo gol. La colpa è davvero di Gennaro Gattuso? 

“Mettetevi l’anima in pace”

Piuttosto si dica la verità fino in fondo. Quella più cruda, più amara, più scomoda. Quella che non si dice mai: il Napoli non è una big. Lì dove per big si intendono propriamente Juventus, Inter e Milan. Le uniche che hanno le stelle sul petto. Quelle che hanno scritto la storia del calcio italiano. Quelle che sono attrezzate (economicamente, fisicamente e mentalmente) nonché abituate a vincere.

L’errore è di chi accosta ogni singolo anno, come i peggiori tormentoni estivi, il Napoli alla parola “Scudetto”. Lo Scudetto è un sogno: “immaginazione vana, fantastica, di cose irrealizzabili” – così come informa la Treccani e così come dovrebbe essere per i napoletani dal momento che la storia calcistica recita: Scudetto 86-87, Scudetto 89-90. Entrambi vinti con un certo Diego Armando Maradona, dopodiché tutto tristemente tace.

E allora tirando le somme: il Napoli è un’ottima squadra, può e deve migliorare su alcuni aspetti, può e deve dire la propria in Campionato (lottando per il quarto posto), in Europa League (cercando di fare il massimo) e nelle coppe italiane come fa da anni ma per il resto… che ci si metta l’anima in pace e che non si abbiano troppi grilli per la testa: nel bene e nel male, il Napoli resta il Napoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy