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Bava, azionista Juventus: “Ci sono gli estremi per il commissariamento per il club”

Juventus in vendita
L'azionista dei bianconeri è intervenuto a TvPlay parlando di un'ipotesi che rischia il club per alcune vicende ancora non risolte
Sara Ghezzi

Marco Bava è uno degli azionisti della Juventus e ha rilasciato un'intervista a TvPlay.it. Nel corso del suo intervento ha parlato di un rischio che può correre il club bianconero. A seguire le sue dichiarazioni.

Bava, azionista Juventus: "Ci sono gli estremi per il commissariamento per il club"

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"Esiste una continuità e una libertà di gestione che alla Juve e nel gruppo Agnelli, molto di più di quando c’era l’avvocato che era molto capace e attento a tante cose rispetto ai suoi successori. La continuità nasce dal fatto che se un amministrazione firma non la solo per sé stesso ma anche per chi viene dopo di lui. Quando FIAT fece un contratto con General Motors e poi cambiò idea Marchionne si staccò dal contratto avendo due miliardi di dollari di risarcimento danni. Secondo me che manca alla Juve, ci sarebbero gli estremi metterla sotto commissariamento continuano a non esserci informazioni, carenze negli accantonamenti del bilancio per esempio col Ronaldo a cui mancano 20 milioni non proprio noccioline. Gli azionisti quando vengono in assemblea, gran parte, il 60% faceva i complimenti anche se facevano cose bestiali e altri parlano di calcio ma non di bilancio. L’azionista della Juve non accetta di criticare il consiglio amministrazione e non cerca nemmeno di capire le cose".


Il possibile commissariamento

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"Ci sono gli estremi del commissariamento mi riferisco alla legge 231, quando ci sono dei fatti gravi sul controllo e sul bilancio l’organismo di vigilanza che è un organo pagato dalla società per vigilare fatto da avvocati importanti o Torino che capiscono molto di economia. Ho chiesto di fare questa richiesta mi hanno guardato come fossi un marziano. Secondo me ci sono tutti gli estremi, non è cambiato nulla, il bilancio su cui la Procura di Torino ha fatto le sue indagini è stato modificato ma non in alcune forme sostanziali e la forma più pesante è la vicenda Ronaldo. La legge dice chiaramente quando hai un rischio probabile ma certo di un’entità ovvero di Ronaldo, non credo che lui accetti meno soldi di quello che ha diritto ad avere. Non mi pare che ci siano i presupposti, stiamo parlandone da più di un anno di questa vicenda. Faccio presente a oggi dal cambio di vertice e la nuova gestione non è cambiata per niente perché non poteva farla. Ferrero era già amico di Agnelli, è indagato per reati fiscali esattamente come John Elkann".

Sulle pressioni della famiglia Agnelli

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"La Juve se ne frega degli azionisti e quindi tutti zitti, hanno paura quello che io dico è frutto anche spunto da altri azionisti. La famiglia Agnelli in questo paese ed in questa città hanno spaventato tutti perché fanno quello che vogliono e gli viene consentito di farlo. Una volta sono stato portato via dalla Digos in un’assemblea e nessuno ha detto niente. C’è un’intimidazione nei confronti degli azionisti che viene riconosciuto in Parlamento dove stanno discutendo l’idea di fare le assemblee chiuse e saremo l’unico paese al mondo. E’ chiaro che Juventus e le banche non hanno un assetto democratico".

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