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MILAN, ITALY - JANUARY 19: Jürgen Klinsmann looks on before the Serie match between Inter and Empoli at Stadio Giuseppe Meazza on January 19, 2025 in Milan, Italy. (Photo by FC Internazionale/Inter via Getty Images)
Jurgen Klinsmann, allenatore, si è concesso in data odierna per un'intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport. Nel corso del (lungo) colloquio, l'ex centravanti che in carriera ha vestito tra il 1989 e il 1992 la maglia dell'Inter ha analizzato la sfida in programma stasera tra i nerazzurri di Cristian Chivu e la Roma targata "Gian Piero Gasperini", valevole per la 31ª giornata del campionato 2025/26 di Serie A e il cui fischio d'inizio è fissato per le 20:45. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Klinsmann a la Rosea ed evidenziate dalla nostra redazione.
Come spiega il rallentamento in campionato dell’Inter prima della sosta?
«È una situazione molto comune a chi è in fuga. Quando sei vicino al traguardo, può subentrare la paura. Vedi l’obiettivo e inizi a pensare a cosa puoi perdere invece che a cosa puoi vincere. Questo genera tensione, soprattutto se poi in alcuni giocatori c’è il ricordo della delusione dell’anno passato. In momenti così, anche i difetti più piccoli diventano ingiustamente enormi. Serve solo semplicità: giocare facile, restare tranquilli e non complicarsi la vita. Amo il pensiero positivo, anche quando alleni: se perdi dando tutto, e mi è capitato a volte, va bene. Fa parte del gioco. Ma se giochi con paura, diventa un limite. Per questo con la Roma è quasi la gara dell’anno».
Ci spieghi meglio.
«È semplicemente fondamentale perché può spezzare questo strano ciclo negativo o, al contrario, alimentarlo. Vincere significa liberarsi mentalmente, ritrovare fiducia ed energia. Il problema è che incrocia una Roma tosta, in lotta Champions, che ha un allenatore bravissimo e che si è fatto subito capire. Diciamo che la Pasqua a San Siro è interessante».
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