Inter, Marotta: “No alle semifinali di Coppa Italia a maggio, vi spiego il rifiuto a giocare stasera”

Inter, Marotta: “No alle semifinali di Coppa Italia a maggio, vi spiego il rifiuto a giocare stasera”

di Mattia Di Gennaro
Marotta sul rinvio di Juve-Inter

Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha parlato ai microfoni de La Repubblica della situazione che si sta venendo a creare in Serie A e delle possibili soluzioni. Di seguito le sue dichiarazioni.

Inter, Marotta: “No alle semifinali di Coppa Italia a maggio, vi spiego il rifiuto a giocare stasera”

Marotta sul rinvio di Juve-Inter
Inter, Marotta (Getty Images)

Sul rifiuto a giocare stasera: “Perché era un’ipotesi impraticabile, quasi provocatoria. Ce l’hanno ventilata venerdì sera in maniera informale, ma non abbiamo voluto prenderla in considerazione per almeno tre motivi. Prima di tutto, saremmo andati contro la logica della tutela della salute pubblica: non credo che nell’arco di 24 ore sarebbe cessato l’allarme coronavirus. Secondo, perché lo Stadium sarebbe stato aperto solamente ai tifosi della Juve e questo avrebbe creato ulteriori polemiche, oltre a una situazione di disparità. Terzo, perché avremmo dovuto posticipare Juve-Milan di Coppa Italia a giovedì sovrapponendola a Napoli-Inter: a quel punto, avremmo avuto le rimostranze della Rai, che per i diritti tv paga fior di quattrini”.

Se è una ripicca: “No, per tutela dell’uniformità. Era stata presa una decisione molto chiara, giovedì: si gioca a porte chiuse. E tutti si erano adeguati, per senso di responsabilità. Il cambiamento di sabato ha invece fatto saltare tutto per aria, creando un problema di calendario di difficilissima soluzione. Le porte chiuse erano l’unico strumento che avrebbe potuto garantire la regolarità del campionato. Altre strade non ne vedo. A questo punto, però, è uno strumento che non possiamo più usare, perché è stato delegittimato dalla decisione che la Lega ha preso senza consultarci, senza un confronto con consiglieri e assemblea, senza addurre motivazioni precise e creando una situazione di disagio, di squilibrio, di disparità tra i club interessati”.

Sulle alternative da proporre: “Ne parleremo mercoledì in assemblea, ma il campionato rischia veramente il collasso. Però sarà importante ritrovarci tutti assieme e avere la possibilità di discuterne, finalmente. Restano le partite condizionate dal provvedimento che il governo ha preso su Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma sarebbe un’incongruenza non validare le porte chiuse una settimana e validarle quella dopo”.

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