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Non solo Sarrismo: la Treccani premia anche Allegri e il suo “corto muso”

TURIN, ITALY - OCTOBER 17: head coach of Juventus Massimiliano Allegri arrives at the stadium prior to the Serie A match between Juventus and AS Roma at Allianz Stadium on October 17, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Allegri, allenatore della Juventus ed appassionato di Ippica, ha contribuito all'evoluzione lessicale dell'italiano: chi lo avrebbe mai detto

Mattia Fele

Come Maurizio Sarri col suo Sarrismo, la Treccani ha premiato Max Allegri e il suo "corto muso", dando a quest'espressione un posto nella lingua italiana standard. Differentemente dal tecnico ex Napoli, quest'espressione però era già in circolazione - riguardava l'Ippica -. Di seguito la spiegazione dell'Enciclopedia con definizione allegata.

Allegri come il "Sarrismo": il suo corto muso finisce sulla Treccani

TURIN, ITALY - OCTOBER 17: head coach of Juventus Massimiliano Allegri arrives at the stadium prior to the Serie A match between Juventus and AS Roma at Allianz Stadium on October 17, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Di seguito la spiegazione del sito Treccani.it:

"L'espressione "Corto muso" viene usata per descrivere le vittorie ottenute col minimo distacco, come quando un cavallo in gara primeggia su un altro al fotofinish, solo grazie a una porzione del suo muso. Ma se "corto muso" è nata nel mondo dell'ippica, è stato attraverso il calcio che si è diffusa fino a diventare un modo di dire piuttosto comune, soprattutto nel giornalismo sportivo. Nell'aprile 2019 la rese celebre Massimiliano Allegri, allora come oggi allenatore della Juventus, usandola per spiegare che l'importante era vincere, e che una rete o un punto di vantaggio erano sufficienti. Il concetto può apparire tautologico a chi non segue il dibattito calcistico, ma riassume – per farla semplicissima – la divergenza di vedute tra gli allenatori che puntano al risultato e quelli che puntano al "bel gioco".