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CONI, Malagò: “Aiutare il calcio non vuol dire supportare i ricchi”

Giuseppe Canetti

Il presidente del CONI non è d'accordo con la visione del Governo

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha rilasciato un'intervista a Il Sole24Ore in cui ha parlato della difficile situazione economica dello sport e del calcio in particolare. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

"Il Governo ritiene che gli aiuti alla Serie A sarebbero interpretati come un sostegno ai ricchi stipendi dei calciatori"

Ecco le parole di Malagò:

Sui ristori al mondo del calcio

"Sono al fianco del presidente della Figc Gabriele Gravina. Vede, c’è un approccio che frena il Governo, laddove ritiene che gli aiuti alla Serie A sarebbero interpretati dall’opinione pubblica come un sostegno ai ricchi stipendi dei calciatori. Ma non è così. I ristori, le agevolazioni fiscali, la richiesta di una riapertura più ampia degli stadi, ovviamente compatibile con la sicurezza sanitaria, sono da equiparare alle legittime richieste di altri settori industriali. E sostenere il calcio professionistico significa proteggere tutto lo sport".

Sui finanziamenti allo sport

"I finanziamenti all’attività olimpica come allo sport di base e alle federazioni derivano dal gettito fiscale prodotto prevalentemente dalla Serie A, parliamo del 32% fissato dalla legge, di un prelievo pari a 1,2/1,3 miliardi all’anno. A me come a tutti i presidenti federali è chiaro che più il nostro calcio è competitivo e incassa, più ne guadagna l’intera filiera sportiva. Forse non a tutti lo è".

Sul divieto di sponsorizzazioni provenienti dal betting

"Altro paradosso. Si privano di risorse i nostri club, per una scelta demagogica, e li si penalizza nella competizione con altri paesi che non hanno tali divieti. Ecco perché dico che lo sport italiano è costretto a competere con le mani legate dietro la schiena. È il momento di cambiare passo".