Castellacci: “Pirlo e Gattuso in Nazionale stavano sempre insieme, ora sono su due panchine che scottano”

di Giovanni Montuori
Juve Napoli

Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale, ha parlato ai microfoni di Radio Marte in vista di Juve-Napoli. In particolare, il dottore ha commentato il rapporto tra Pirlo e Gattuso che lui ha vissuto personalmente ai tempi della Nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni.

Pirlo e Gattuso: amici-nemici

Gattuso Pirlo
(Getty Images)

“Verratti di nuovo positivo? Non è impossibile essere ricontagiati: se il contagio è stato lieve anche gli anticorpi saranno pochi, quindi è facile ricascarci. Chi ha una carica anticorpale più alta avrà una protezione più lunga. A livello calcistico viene tutto enfatizzato ma queste sono cose che possono capitare e purtroppo capitano giornalmente”.

La scelta del Sassuolo?

“Non c’è uniformità nei comportamenti. Secondo me il Sassuolo ha avuto un senso di responsabilità notevolissimo privandosi di giocatori importanti, peraltro ha giocato con altre società che non hanno adottato questo criterio. C’è sempre una finestra aperta e che dura diversi giorni però, quindi è stato forse un eccesso di cautela ma va apprezzato il gesto. L’acquisizione della responsabilità è un problema loro ma servirebbe uniformità d’intenti. I protocolli non hanno avuto successo ma indicazioni specifiche servirebbero”.

Gattuso e Pirlo in Nazionale?

“Mi spiace innanzitutto che Juventus-Napoli venga enfatizzata per cose non simpatiche, avrei preferito mille volte che la gara si disputasse nella gara prefissata. Sono due ragazzi che durante i ritiri in Nazionale stavano tantissimo insieme. Pirlo è serioso ma nella vita personale è estremamente scherzoso e simpatico, tra di loro giocavano spesso. Vederli ora seduti su due panchine che scottano spiace, avrei preferito che non ci fosse questo fuoco dentro la partita. Sono due grandi personaggi, sono poco obiettivo nei loro confronti perché sono due grandi amici, gli auguro ogni bene. Il paradosso è che i protocolli non rispettano ciò che la legge dice. Le aziende sanitarie sono titolari delle decisioni. Nel momento in cui l’ASL di Napoli ha deciso che non si poteva giocare quella era la decisione. A oggi, dopo tutto quello che è successo, i protocolli non sono ancora cambiati. Per mesi e mesi ho criticato i protocolli subendo anche le ire di amici come il presidente della Federcalcio. I protocolli però erano desueti e non attuabili. A oggi ancora non si modifica il protocollo, basterebbe poco”.

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