L'indagine
"L’indagine, che conta attualmente cinque indagati, punta a fare luce sulle presunte «designazioni pilotate» contestate all’ex designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi. Ed anche su alcune scelte arbitrali ritenute «poco gradite» dal club nerazzurro. Proprio Schenone potrebbe essere la persona indicata come «Giorgio» in una delle intercettazioni agli atti. In cui compaiono lo stesso Rocchi e l’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi indagati per concorso in tentata frode sportiva insieme ad altri soggetti".
La frase incriminata
"«Non lo vogliono più vedere». Questa è la frase captata dagli investigatori durante una conversazione tra i due ex vertici arbitrali. Interpretata dagli inquirenti come un riferimento alle preferenze dell’Inter in materia di designazioni. In particolare, secondo la ricostruzione del pubblico ministero Maurizio Ascione, il club avrebbe esercitato — direttamente o indirettamente — pressioni sulla figura dell’arbitro Daniele Doveri, ritenuto sgradito".
Il possibile condizionamento
"In questo contesto si inserirebbe la scelta di Rocchi di designare Doveri per il derby di ritorno della semifinale del 23 aprile 2025, poi perso dall’Inter. L’obiettivo era di evitarne un eventuale impiego nella finale. O in altre partite decisive della fase conclusiva della stagione, culminata con la perdita dello scudetto. Una logica definita «condizionata» dagli inquirenti. Che si riscontrerebbe anche nella designazione di Andrea Colombo, ritenuto «più gradito» al club, per la sfida contro il Bologna del 20 aprile 2025. Va comunque sottolineato che il 5 aprile 2025 Doveri arbitrò proprio i nerazzurri, nella sfida di campionato contro il Parma".
Il ruolo di Schenone e non solo
"Resta da chiarire il ruolo con cui Schenone verrà ascoltato — se come persona informata sui fatti o con un diverso status — ma la sua convocazione appare imminente. Ex assistente arbitrale ai tempi in cui Rocchi dirigeva in campo, Schenone rappresenta oggi un anello di congiunzione tra club e classe arbitrale. Parallelamente, gli investigatori intendono ascoltare anche altri “club referee manager” di società di Serie A, in particolare quelli con un passato da arbitri, tra cui rappresentanti di Lazio, Juventus e Parma. Non solo. Al vaglio della Procura ci sono ulteriori intercettazioni che documenterebbero contatti tra Rocchi e dirigenti di club di massima serie, relazioni che — secondo il regolamento — non dovrebbero avvenire. Infine, accertamenti sono in corso anche sul centro VAR di Lissone, per verificare tempistiche e modalità di eventuali passaggi di informazioni tra Serie A e Serie B nell’ambito delle indagini sulle presunte «bussate»".
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