AIC, Calcagno: “Difficile convivere con il Covid-19 nelle realtà calcistiche inferiori. Finalmente unione di intenti tra FIGC e Leghe”

AIC, Calcagno: “Difficile convivere con il Covid-19 nelle realtà calcistiche inferiori. Finalmente unione di intenti tra FIGC e Leghe”

di Mattia Fele
Umberto Calcagno AIC

Umberto Calcagno, vice-presidente dell’AIC ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘Radio Kiss Kiss Napoli’. Focus di Calcagno la possibile ripresa dei campionati nazionali, e la problematica dell’attuazione del protocollo nelle realtà calcistiche inferiori, nelle quali sarà difficile convivere con il virus.

 

 

Le parole di Calcagno

“Non c’è compattezza e unione sulle decisioni, e questo è un problema. Non voglio però pensare che questo ritardo sia dovuto a un’avversione ideologica per il calcio. C’è un po’ di confusione ma ora Leghe e FIGC sono finalmente unite e il Ministro questo lo ha capito. L’AIC si è affidata ai medici, ma tutto il sistema deve prepararsi e farsi trovar pronto, perché prima o poi si ricomincerà. Ripartono gli allenamenti individuali, si riparte in corrispondenza con la lenta ripresa economica e sociale dell’Italia tutta. La comunità scientifica però dice una cosa continuamente: dobbiamo convivere con il virus, e va bene. Ma come faremo a farlo senza rischi nelle realtà sportive inferiori?

La ripartenza con virus mi spaventa. Le società di Lega Pro sento che non sono pronte per applicare il protocollo. Questo mondo cambierà anche a livello di costi, mi dispiacerebbe avere una ripartenza a più velocità, anche se sarebbe comunque importante una ripartenza. Chiediamo di prepararci per la ripresa. Innanzitutto con gli allenamenti singoli, poi con il protocollo. Tutti noi abbiamo il dovere di tentare. Giocare a tutti i costi sarebbe stupido, ma sicuramente daremmo un segnale ottimo se ripartissimo come sistema calcio”.

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