AssoAllenatori, Ulivieri: “C’è disponibilità per la ripresa degli allenamenti, giusto che si finisca la stagione”

AssoAllenatori, Ulivieri: “C’è disponibilità per la ripresa degli allenamenti, giusto che si finisca la stagione”

di Francesco Melluccio
Ulivieri

Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio per parlare della possibile ripartenza nelle prossime settimane del campionato di Serie A. Il Presidente dell’AIAC ha fatto sapere che c’è disponibilità anche dal ministro Spadafora sulla ripresa degli allenamenti, ma non è ancora certa la ripresa delle partite vere e proprie.

Ulivieri
 

LE PAROLE DI RENZO ULIVIERI

Giusto che il calcio provi a ripartire, per rispetto dei lavoratori. Se le fabbriche riaprono, vedremo come e quando, sarebbe ingiusto: chi fa parte di questo mondo ha molte più tutele. Anche l’azienda calcio ha questo dovere, la disponibilità da parte di tutti c’è ma dovremo vedere se ci saranno le condizioni”.

IL PROTOCOLLO FIGC

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“Molto rigido, cerca la tutela della salute di chi lavora: calciatori, collaboratori, magazzinieri, medici… Tutti i partecipanti all’evento sportivo. Questo mi sembra giusto, non vedo errori in questo pensiero. Ci saranno da fare dei sacrifici da parte dei protagonisti, dovranno fare un circolo chiuso, una volta verificato che siano sani. Io lo condivido.

Ci sono tanti controlli e cose da fare, se i costi saranno accessibili per tutti ci si riuscirà. Il sistema deve fare i suoi conti e sostenere le leghe che sono in difficoltà: bisogna farlo tutti, perché ci sono promozioni e retrocessioni varie, va messo in movimento tutto il sistema, e se c’è un comparto da sostenere è bene che sia così”.

L’INCONTRO CON SPADAFORA

Spadafora

“La disponibilità di riprendere gli allenamenti penso ci sia, e credo che non si arriverà ad una decisione definitiva. Bisognerà vedere cosa succede intorno a noi, sarà il Governo a dover dare il via”.

STAGIONE ALLUNGATA?
“Il discorso di allungare i campionati era nato anche da FIFA e UEFA, addirittura arrivando al 31 dicembre e poi ripartire con l’anno calcistico seguente basato su quello solare. Poi però hanno consegnato altre date. La federazione farà i suoi tentativi, chiaramente sarà tutto da concertare con il Governo”.

DISCORSI DIFFERENTI PER SERIE A, B E C?

Uefa, il caso Italia

“Probabilmente andrà fatta una ripresa separata, poi bisogna avere la volontà di chiudere i tornei e che ci sia una classifica determinata dal merito sportivo, non si può pensare di trovarsi a giocarsela a briscola o estrarre un numero come qualcuno ha proposto. Mi garba poco, non è attuabile. Dobbiamo vivere nella speranza di concludere i campionati e se c’è da dilazionare da lega a lega, facciamolo”.

IL CALCIO DURANTE L’EMERGENZA
“Quando parla il presidente di federazione, credo che abbia dato l’impressione, a noi che ci viviamo in contatto continuo la certezza, di un movimento che prova a tenere la barra dritta. Lui ha detto che non può essere il becchino del calcio italiano, e ha ragione. Il modo di esprimersi spiega quanto stress ci sia, ma l’intenzione di tutti è tenere in piedi il sistema”.

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