Il maliano del Monaco copre il marchio dell'iniziativa e non fa la foto di squadra per non essere associato
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Il calcio e la lotta all'omofobia vanno di pari passo, in Francia. Ma non tutti i giocatori si schierano a favore. Anche quest'anno ci sono state defezioni, concentrate in un'unica gara: Monaco-Nantes.
Da parte monegasca, il maliano Mohamed Camara ha persino coperto il logo arcobaleno con lo scotch. Dall'altra, l'attaccante egiziano Mostafa Mohamed è rimasto in hotel, come l'anno scorso. La ministra dello Sport, Amelie Oudea-Castera, chiede sanzioni anche se non erano previste per chi non volesse aderire. Il Nantes invece intende sanzionare finanziariamente il suo attaccante, come aveva fatto la scorsa stagione, quando l'egiziano chiedeva di rispettare la sua posizione, pur rispettando chiunque. Una difesa traballante, che confonde libertà con la libertà di discriminare, adottata da altri giocatori un anno fa quando anche i parigini Gueye e Diallo, Aboukhlal, Diarra e Hamulic del Tolosa avevano boicottato la giornata contro l'omofobia.
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