Vaccaro: “Il VAR è ottimo, il problema sono interpretazioni e protocolli”
—Il calcio sta diventando sempre più matematico e legato al VAR. Dato che non ce ne libereremo, come si può migliorare?
“Secondo me bisogna partire da un presupposto diverso, il VAR è un grandissimo strumento. Più tecnologia c’è, più c’è trasparenza. Il problema non è la tecnologia, ma l’interpretazione e i protocolli. È lì che bisogna lavorare. Il fuorigioco, per esempio, è oggettivo, lì non dovremmo complicarci la vita. Invece su tante situazioni, come l’interferenza sulla visuale del portiere, si entra nell’interpretazione. Sui falli di mano poi si apre un mondo, ogni episodio diventa discutibile. Il termine ‘rigorino’ è una scappatoia, perché o è rigore o non lo è. Con tutti questi tocchi e sfioramenti, si lascia sempre spazio alla polemica. Come Genoa-Napoli, per me quello non è un rigore da concedere.”
Tra Conte e Gasperini, oggi, chi è il migliore e perché?
“Per storia e curriculum Antonio Conte è davanti. Non sono un suo tifoso a prescindere, ma bisogna essere onesti, quello che ha vinto pesa. Questo non significa che non si possano evidenziare dei limiti, ad esempio in Europa o nella gestione del doppio impegno. Essere un grande allenatore non vuol dire essere perfetto. Gasperini ha fatto qualcosa di straordinario con l’Atalanta, portandola stabilmente in Champions League e vincendo anche l’Europa League, che è stata un’impresa enorme. Però, a oggi, per carriera complessiva, Conte è ancora davanti.”
Oggi diverse fonti parlano di una possibile permanenza di Conte a Napoli anche nella prossima stagione. Sarebbe una scelta giusta?
“Se ti siedi a un tavolo e decidi di prolungare il rapporto, secondo me ha senso. L’importante è non restare nell’equivoco, arrivando a fine stagione con un allenatore in bilico. Io con Conte andrei avanti, ma solo se c’è l’idea di proseguire un progetto tecnico coerente con le sue idee. Altrimenti diventa un pasticcio. È vero che con il tempo i cicli possono logorarsi, però stiamo parlando di un grande allenatore. Cambiare significherebbe anche modificare caratteristiche della rosa, perché un tecnico come Vincenzo Italiano, per esempio, ha principi diversi. Quindi la cosa fondamentale è essere coerenti e trasparenti, senza creare ambiguità.”
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