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De Laurentiis, Ancelotti e Gattuso: storia di sacrifici, cadute e successi del Napoli

De Laurentiis e Gattuso (Foto SSCN)

De Laurentiis, Ancelotti e Gattuso: storia di sacrifici, cadute e successi del Napoli “Quanto costa fare finta di essere una star… ” L’interrogativo contenuto nel pezzo ‘Happy Hour’ che Ligabue cantava nel 2005, probabilmente è lo...

Giuseppe Canetti

De Laurentiis, Ancelotti e Gattuso: storia di sacrifici, cadute e successi del Napoli

“Quanto costa fare finta di essere una star… ”

L'interrogativo contenuto nel pezzo ‘Happy Hour’ che Ligabue cantava nel 2005, probabilmente è lo stesso che si sarà posto Rino Gattuso, dopo le prime uscite sulla panchina del Napoli. Il ruolo di ‘Star’ glielo aveva assegnato il Presidente De Laurentiis, nel giorno della presentazione nella sala stampa del Training Center di Castel Volturno.

“Carlo Carletto quanto mi sei costato …”

Si starà ripetendo lo stesso patron azzurro tra sé e sé in queste ore, sulla falsa riga del messaggio di auguri inviatogli qualche settimana fa dal Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Entrambe le riflessioni, neanche troppo implicitamente, sottintendono un sacrificio: ‘vestirsi’ da star nel caso del primo, per l’altro invece, i milioni spesi e quelli che, probabilmente, non entreranno nelle casse del club partenopeo.

Ripartire dalle macerie e costruire il futuro

 Ancelotti

La storia ci parla di chi, colmo di orgoglio per la Coppa Italia vinta, starà pensando a costruire il futuro sulle macerie di un vecchio progetto.

Un progetto che Aurelio De Laurentiis aveva amato, difeso, finanziato. Un’amicizia lunga anni, si era trasformata prima in infatuazione e poi improvvisamente in matrimonio. Carlo Ancelotti diventava l'allenatore di un Napoli che doveva essere meno bello, ma carico di mentalità vincente. Le premesse c’erano tutte: Il Re di Coppe al comando ed una rosa assai all'altezza. Il bilancio parlerà di un secondo posto come unico ‘trofeo’.

La sfortunata gestione di Carlo Ancelotti

Carlo da Reggiolo ha scritto il suo testamento in un paio di mesi: una crisi che ha coinvolto società e calciatori. A novembre un ammutinamento che mai sarebbe dovuto avvenire, quindi le multe. L'anarchia nello spogliatoio e un rendimento disastroso in campionato hanno fatto il resto. D’un tratto quello che doveva essere un condottiero, il gestore per eccellenza, è sempre più distaccato, talvolta estraniato da un contesto nel quale, già da qualche tempo, sembrava un pesce fuor d’acqua. Le prime fratture in estate, benché il presidente l’avesse accontentato acquistando il talento Lozano.

Il lascito di Ancelotti si presenta nudo e crudo:

-l’acquisto più costoso della storia azzurra boccheggia nell'ambiente partenopeo, ma non conviene cederlo a causa di un cavillo contabile contenuto nel Decreto Crescita;

-una situazione di classifica ormai compromessa, in cui la Champions e i suoi milioni sono ormai un miraggio.

Gattuso firma il contratto ed eredita il Napoli

Il lavoro per risorgere è stato tanto e faticoso, ma Gennaro ha sempre preferito rimboccarsi le maniche, non ha mai voluto essere RinghioStar. Era a disagio in quel momento, come lo era nelle prime partite in cui proponeva un 4-3-3 sarriano. Gattuso ha cominciato ad essere Gattuso una volta spogliatosi del peso delle passate eredità: quella della rivoluzione estetica e quella della del fallimento di un disegno che doveva essere glorioso.

Da questo momento abbiamo visto un’altra squadra, niente più tentativi di impressionare, niente più residui ancelottiani. Un altro modulo, una diversa mentalità, l’intensità giusta e l’idea di un calcio normale. Le cose semplici, sono le più utili. Quelle che lo hanno portato ad alzare il suo primo trofeo nella carriera da allenatore, quelle che lo hanno consacrato come l’eroe del popolo azzurro. Normalità e umiltà le parole d'ordine.

“Quanto costa fare finta di essere una star...?”. Per fortuna non dovrà più porsi tale domanda.

Questa storia ci regala: uomini diversi, diverse storie, caratteri differenti e differenti interrogativi. C'è una frase con la quale si può riassumere l'intera vicenda:

"L'affinità è come la notte. Non si cerca, ma arriva sempre, quando è ora."

di Giuseppe Canetti

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