Top&Flop Serie A – 15ª giornata nel segno del Toro: Lautaro e Giampaolo possono sorridere

di Mattia Fele, @FeleMattia
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Per la prima volta nel 2021 vi presentiamo la nuova rubrica di Calcionapoli1926.it, dedicata ai protagonisti Top&Flop di ogni giornata della Serie A.

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Top&Flop 15ª giornata di Serie A

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MILAN, ITALY – JULY 28: Lautaro Martinez of FC Internazionale scores the second goal during the Serie A match between FC Internazionale and SSC Napoli at Stadio Giuseppe Meazza on July 28, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

TOP
  1. ATALANTA BERGAMASCA CALCIO

Per il terzo anno di fila l’Atalanta inizia un anno solare segnando 5 goal. Una statistica che fa impressione, specie se la si pone al cospetto dell’avversario di ieri: il Sassuolo di De Zerbi non è mai stato in grado di tenere botta, ha perso prima mentalmente e poi sul campo. Molti parlano di bestia nera e forse non hanno torto, ma una spiegazione c’è. Le caratteristiche fisiche dei calciatori dell’Atalanta sono troppo più dominanti rispetto a quelle del Sassuolo, come dichiarato dallo stesso De Zerbi nel post-partita. Ma la vittoria è una vittoria strutturale. Percassi sceglie Gasperini su Gomez e l’allenatore senza il suo giocatore più rappresentativo domina in campo e fa a pezzi l’avversario. A questo punto si può dire: il successo Atalanta è questione di mentalità. Quella giusta.

2. LAUTARO MARTINEZ e il TORINO

Congiunzione astrale per l’attaccante argentino dell’Inter e per i granata di Giampaolo, che con uno stesso slancio “astrologico” sconfiggono i propri opponents. Per il primo il vero avversario era se stesso: brutte le ultime prestazioni, poche le segnature. Finalmente una tripletta che lo risveglia dal torpore, gli stessi tre goal che hanno portato il Torino ad espugnare un Parma in crisi. Belotti è sempre il protagonista anche se non va a segno, ma ieri c’era qualcosa di diverso. Una mentalità ritrovata, un barlume di fiducia (che va oltre la tecnica e la tattica) in più. Giampaolo e l’Argentina possono sorridere (Conte un po’ meno, per indole): la quindicesima giornata è nel segno del Toro. Adesso entrambi, il giocatore e la squadra torinese devono crearsi un percorso, devono trovare una linea di coerenza. Giampaolo finora si è fatto rimontare la bellezza di quasi 20 punti (sarebbe al momento terzo dietro all’Inter di Lautaro), mentre l’attaccante argentino deve ritrovare lo smalto perso dopo il lockdown di marzo 2020. Questo lampo non può e non dev’essere isolato. Non basta Paolo Fox.

FLOP

CROTONE, ITALY – OCTOBER 17: general view of the official ball before the Serie A match between FC Crotone and Juventus at Stadio Comunale Ezio Scida on October 17, 2020 in Crotone, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

 

  1. CESARE PRANDELLI

Tanti goal e tanto spettacolo oggi in Serie A, ma questo non si può dire per la gara tra Fiorentina e Bologna. Addirittura un dato ci porge una mano (fonte Opta): dal 2018 non accadeva che i Viola non effettuassero neanche un tiro nello specchio degli avversari. Amrabat, centrocampista che dominava il centrocampo del Verona e che per la Fiorentina ha rifiutato il Napoli, sembra completamente sperduto e sparito. L’ex Inter Borja Valero in cabina di regia non ha mai creato pericoli né velocizzato l’impostazione di gioco. Insomma, è l’estasi del nulla. Di più, un giocatore come José Callejon è relegato in panchina. Da tutto questo quadro di pochezza e noia emerge un dubbio, forse già prevedibile: non sarà stato forse un rischio rispolverare Prandelli dopo tanti anni di inattività, con altri allenatori in giro che potevano mostrarsi più pronti? Il calcio cambia velocemente, e la Fiorentina deve rialzarsi altrettanto velocemente. Per adesso, va bene che siamo in inverno, ma è tutto un po’ brodoso. Minestra scaldata.

  1. ARTURO VIDAL

Arturo Vidal è un grande giocatore. Almeno questo è quello che si usa dire ai piani alti del calcio, questo è quello che si sussurrano nell’orecchio a vicenda i direttori sportivi che lo hanno avuto e lo hanno venduto (/se ne sono liberati). La realtà dei numeri dice altro: dopo il grande boom con la Juventus di Conte il cileno è scomparso dai riflettori, o meglio vi è rimasto ma non per meriti presenti. Come il peggior alunno che prende 10 ad un’interrogazione e dal 2016 prende solo 10 grazie a quella performance perfetta. Il calcio purtroppo è continuità e non rendita (almeno sul campo, per i giornalisti il discorso è altro, ma si farebbe Capodanno 2022 a parlarne), e anche Conte, promesso sposo di Arturo se n’è accorto, finalmente cercando di svegliare il centrocampista con un rimbrotto televisivo. Ennesima brutta prestazione, ennesimo atteggiamento presuntuoso e senza gratitudine. Arturito ha bisogno di comprendere che è venuto in Serie A per incidere, non per ciondolare, non per prestigio e non per ostentare superiorità. Non per lavarsene le mani. Per quello usiamo l’altro Vidal, il bagnoschiuma.

A cura di Mattia Fele 

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