TOP&FLOP 34ª giornata: Lo Scudetto è di Conte! Correa immarcabile, male De Paul e Lozano

di Mattia Fele, @FeleMattia
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Top&Flop | La giornata 34 del campionato di Serie A 2020/21 si è chiusa ieri sera con il match tra Torino e Parma. Tanti ancora una volta sono stati gli spunti offerti dalle 10 gare: la redazione di Calcionapoli1926.it, dopo un’analisi accurata degli eventi delle gare della giornata, propone la nota rubrica a cadenza settimanale sugli eventi Top e Flop del weekend appena trascorso.

TOP&FLOP – 34ª giornata

 

lazio sampdoria ufficiali
(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

 

TOP

INTER: Conte ha trascinato i nerazzurri alla vittoria del loro diciannovesimo Scudetto. E lo ha fatto in diversi modi: in contropiede, costruendo dal basso, appoggiandosi a Lukaku. Al primo minuto, all’ultimo minuto, in goleada, di rimonta. L’Inter è stata una squadra dalla prima giornata camaleontica e adattabile, ma allo stesso tempo continua come nessun’altra in Serie A. E poi ha avuto fortuna (quella serve sempre, è parte di ogni vittoria di ogni epoca in ogni campo): per il primo anno è riuscita ad approfittare del vuoto di potere creatosi dalla caduta clamorosa della Juventus. In molti si aspettavano un testa a testa, ma non avevano fatto i conti con le contingenze e le incertezze del calcio. A dir la verità, quest’annata dà molto più valore alle scorse vittorie della Juventus. Perché vincere non è scontato, e l’Inter è l’unica che ha saputo farla (e non solo acclamarla e sperarla) la Rivoluzione.

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CORREA: Nessun altro giocatore in Serie A è così qualitativo negli ultimi trenta metri. L’argentino ha passo, gamba, dribbling, tiro. Rifinisce, segna (in questa giornata una bellissima doppietta al Genoa, ndr) e mette in grossa difficoltà centrocampo e difesa avversari. Joaquin è pronto al grande salto, e che sia argentino è un peccato: come ti fai spazio tra Messi, Aguero, Di Maria, Icardi, Dybala, Lautaro ed altri? Ma stiamo attenti ed accendiamo i riflettori: questo non è solo un calciatore sopra la media. Fa la differenza – specie in un gioco verticale come quello della Lazio – e la farà ancora per molti anni.

PALACIO: Non ci sono più parole per descrivere uno dei calciatori con il QI più elevato che abbia mai calcato un terreno di gioco. Sì, perché solo così alla veneranda età di Rodrigo Palacio si può ancora incidere (con una tripletta, tra l’altro) ad altissimi livelli. L’attaccante di Mihajlovic è semplicemente sublime nei movimenti: sa indirizzare il pressing, inserirsi, anticipare sul primo palo. Colpire di testa, muoversi dietro le linee avversarie, tenere il pallone lontano dalla propria area, dialogare con i compagni. È completo e si è completato con il tempo. Sarà anche un fattore che il nostro campionato non abbia ritmi troppo elevati (giocherebbe titolare in Premier?), ma non possiamo non elogiare uno come lui.

(Getty Images)

FLOP

LOZANO: Non bene el Chucky nelle ultime apparizioni, né da titolare né da subentrato. Male contro la Juventus, poco influente contro Roma, Lazio e Milan. Contro l’Inter ha partecipato alla passività dei suoi compagni. Ma i suoi goal, quelli belli e importanti, mancano: gli azzurri di Gattuso hanno praticamente girato attorno a lui nella prima parte di questa stagione, ed ora il messicano manca come l’aria – nonostante abbia fatto molto bene Politano, che l’ha sostituito -. L’impressione è che Lozano abbia bisogno di fiducia ed entusiasmo per rendere al meglio, oltre ad una condizione fisica brillante. Insomma Lozano è Lozano al 100%. Già all’80% diventa un calciatore normale.

SZCZESNY: La Juventus inizierà probabilmente a interrogarsi su se tenere o no il portiere polacco (dipenderà dagli Europei?): troppi errori nelle ultime gare, troppe incertezze su tiri che normalmente avrebbe parato. C’è qualche incidenza psicologica, o forse è semplicemente un’annata storta, ma sta di fatto che l’estremo difensore della Juventus (così come tutta la difesa in bianconero) non dà chissà quali certezze. Domenica contro l’Udinese non è riuscito a tenere botta su un tiro di Molina anche abbastanza sul corpo, che avrebbe potuto rinviare molto meglio con i piedi. Poi la Juventus ha vinto, ma che fatica!

DE PAUL: Rodrigo De Paul è uno di quei calciatori (come Belotti, ndr) che non si capisce ancora come mai militi in una squadra di una dimensione inferiore a lui. Contro la Juventus ha giocato una gara a dir poco stellare, eppure quello che tutti noi appassionati riusciamo a ricordare della scorsa domenica è quella sciagurata decisione/disattenzione di allargare il gomito sul calcio di punizione di Cristiano Ronaldo (che continua a beccare la barriera da non so quanti anni, ndr). Un’ingenuità clamorosa che i suoi avrebbero poi pagato con un calcio di rigore e con la sconfitta. Non sarà forse il caso di volare verso terreni più fertili, in un ambiente che può far crescere anche sotto altri profili un calciatore forte come lui tecnicamente? Le offerte ci sono eccome…

A cura di Mattia Fele 

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