Top&Flop 17ª giornata: Conte, basta frecciatine! Reina ha sette vite, Bakayoko è un simbolo

di Mattia Fele
Top&flop

Anche al termine di questo turno di campionato vi presentiamo la nuova rubrica di Calcionapoli1926.it, dedicata ai protagonisti Top&Flop di ogni giornata della Serie A.

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Top&Flop 17ª giornata di Serie A

ROME, ITALY – JULY 19: Henrikh Mkhitaryan of AS Roma scores a goal during the Serie A match between AS Roma and FC Internazionale at Stadio Olimpico on July 19, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Giampiero Sposito/Getty Images)

 

ROMA-INTER

        Voto: 8,5

Il nostro campionato ci abitua poco spesso a partite dal tasso tecnico e d’intensità visto ieri alle 12.30. Roma e Inter se le sono date di santa ragione, alzando la mano più in alto delle altre alla domanda chi vuol essere avversaria del Milan? Se la Juve non si sveglia, i primi tre posti saranno occupati da queste compagini qui. Fonseca ha costruito una macchina di velocità e verticalità, ma anche di equilibrio difensivo. La difesa a 3 ha dato i suoi frutti, nonostante ci sia ancora chi, in Italia e all’estero, la rifiuta come se avesse a che fare con un difensivismo di qualche genere. Risuonano le parole di Maurizio Sarri, uno che di schemi ne capisce: “Il 3-4-3 è il modulo più offensivo che conosco“. E Fonseca è coraggioso, e il coraggio paga. L‘Inter invece è costruita per essere lì, anzi, le è richiesto di essere lì. Ne vedremo delle belle.

2. PEPE REINA
Voto: 8

Il portiere spagnolo dalle mille vite ha fornito una prestazione importante anche ieri a Parma, e per la sua continuità va premiato. Ma Pepe non è solo un portiere: è un motivatore, è una personalità di spicco, è l‘èlite. Pensieri extra-calcistici a parte, Reina è uno di quei giocatori che farebbe bene avere in ogni spogliatoio. La parata su Cornelius una perla rara, che dimostra ancora che le sue letture e la sua reattività stiano persino migliorando con il tempo. Arrivato a Roma ha scalato velocemente la gerarchia, e quasi entra in campo come se gli dispiacesse, come se preferisse fare da chioccia a Strakosha piuttosto che prendersi nuovamente la scena. Nel frattempo però determina, gioca, vede il gioco. E sa quando uscire, quando rimbrottare e quando stimolare. Non sta mai fermo. Peperino.

      3. TIEMOUÈ BAKAYOKO E MARIO RUI
          Voto 6,5

I due (insieme a Fabian Ruiz) sono i calciatori più discussi nella piazza partenopea, che mai evita – sbagliando – di infangare i propri beniamini invece di ovattarli e proteggerli. Sì, né Bakayoko né Mario Rui stanno disputando un’indimenticabile stagione, ma il loro impegno e la loro attitudine sempre discreta non andrebbero mai discusse. E ieri, di risposta a chi li ha offesi ed additati di mancare di personalità, l’uno ha fatto assist per l’altro al 90′. E il Napoli ha portato a casa i 3 punti più pesanti in Serie A da quando Gattuso siede sulla panchina. Si parlava già di funerale, ma Gattuso è andato oltre Ancelotti, che a Udine aveva lasciato le penne (fu la sua ultima gara in A con il Napoli, e finì 1-1). Gattuso ha vinto, e l’ha fatto con l’uomo che ha voluto fortemente – simbolo del suo lavoro, della sua persona e del suo valore che smentiscono un ambiente ostile – e con quello che gli esperti vorrebbero sempre via da Napoli, chiedendo un nuovo terzino a gran voce. Ma Mario Rui era titolare nel Napoli dei 91 punti. Si richiede più equilibrio.

FLOP

CROTONE, ITALY – OCTOBER 17: general view of the official ball before the Serie A match between FC Crotone and Juventus at Stadio Comunale Ezio Scida on October 17, 2020 in Crotone, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

 

  1. ANTONIO CONTE
    Voto : 4

Il voto ad Antonio Conte è completamente dato sulla base della sua comunicazione. La sua retorica relativa al mercato e le sue stoccate alla società sono diventate insopportabili, che arrivino dopo una vittoria o dopo una sconfitta. I giornalisti e gli opinionisti di SKY-DAZN addetti alle interviste nel post già si preparano a soffrire mezz’ora prima quando sanno che si presenterà ai loro microfoni. Zero diplomazia, tanta presunzione e pochi sorrisi: questa la ricetta di Antonio, che sicuramente non ha mai fatto vincere nessuno (eppure guai a non definirlo un vincente, perché “lo dice la mia storia“). L’allenatore dell’Inter si lamenta della società pur avendo in squadra Lukaku, Hakimi, Lautaro, Perisic (ha vinto la Champions nel 2020), Skriniar, Handanovic, Brozovic (finale mondiale 2018). Il giudizio di chi scrive è semplice. Basta facce smorte, basta frecciatine e il calcio non è Hollywood. Se assumi un grande attore sarà comunque un grande film, ma Antonio Conte (è un grande attore?) non può vincere da solo lo Scudetto. Ci sono anche le altre squadre, e la Roma è forte. Ma questo non è Conte-mplato.

A cura di Mattia Fele 

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