Top&Flop 16ª giornata: Chiesa spegne il Diavolo. Il Napoli fa harakiri, Parma in crisi

di Mattia Fele
Top&Flop

Anche al termine di questo turno infrasettimanale di campionato vi presentiamo la nuova rubrica di Calcionapoli1926.it, dedicata ai protagonisti Top&Flop di ogni giornata della Serie A.

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Top&Flop 16ª giornata di Serie A

 

1 FEDERICO CHIESA

        Voto: 8,5

La Juventus espugna lo stadio Giuseppe Meazza con doppietta di questo ragazzo qui, arrivato dalla Fiorentina con mille aspettative e con tanta abnegazione. Chiesa è esploso: è il simbolo del lavoro a testa bassa unito alla qualità e ad un’umiltà a dire il vero molto sorprendente. In campo Federico sembra divertirsi quando il gioco di tutta la squadra lo mette in condizioni di esaltare le proprie qualità tecnico-tattiche, mentre è più cupo quando pesta i piedi a Cristiano Ronaldo. Ieri sera ha dato dimostrazione del suo entusiasmo segnando due goal importanti e soprattutto decisivi, e ha dato un segnale a Roberto Mancini non indifferente. Sembra un calciatore cresciuto, rinnovato e limato nei difetti già da un bel po’ di gare. Di più, potremmo considerarlo la prima vera creatura di Pirlo allenatore. Lo sprona, lo evidenzia, lo mette a proprio agio. Ed è ormai un titolare fisso della Juventus. Più che Chiesa, religione.

    2. ANTONIO CANDREVA
Voto: 7,5

Quante volte a Milano un piccione in ricognizione sopra San Siro è stato colpito da un cross del buon Antonio. Così, per evitare disastri ambientali e dispersioni di palloni da calcio per tutta la regione, Zhang e Marotta hanno deciso per la sua cessione a settembre alla Sampdoria di Ranieri (uno che ci vede lungo, beninteso, non un piccione qualunque). Ed ecco che finalmente Candreva, in un ambiente in cui si sente apprezzato, capito e trattato per com’è si esprime ai suoi massimi livelli. Ovvio, non si tratta dell’esterno destro più forte d’Europa, ma la maturità tattica e tecnica che ha acquisito gli permette di configurarsi come uno dei più importanti assist-man del nostro campionato. E ieri si è tolto la soddisfazione di segnare un rigore al suo ex compagno Handanovic, una gioia che ha meritato (come tutta la Sampdoria, allenata benissimo e con un’identità adesso chiara). A Genova Candreva è rinato. Sarà perché i piccioni a Marassi si posano a pelo d’erba? Chissà.

      3. DAVIDE CALABRIA
          Voto 7

Davide Calabria è invece emblema della stagione del Milan. Emblema di come le qualità tecniche dei singoli contino e facciano la differenza in valore assoluto in una squadra solo se si tratta di grandi fuoriclasse (e intendo Neymar, Messi, Ronaldo). Per il resto, una stagione si vince (e una continuità si trova) con unione, progettualità e lato B. Solo così, in un ambiente in cui tutti si sentono valorizzati ed importanti, si può dare senso ad un’annata. È più meno la stessa questione del Napoli di Sarri 2017-18, che andò ad un passo dallo Scudetto perché si remava tutti dalla stessa parte, ma con alcuni giocatori di valore medio-basso. E Calabria è uno di questi, ma il suo goal – inutile – di ieri sera contro la Juventus ha mostrato come in realtà tutti i calciatori di questa sorta di media categoria possano esaltarsi o involvere a seconda delle circostanze in cui sono immersi. Calabria ha tolto la ragnatela dall’angolino alto della porta Juventus. Basterà dire questo.

FLOP

CROTONE, ITALY – OCTOBER 17: general view of the official ball before the Serie A match between FC Crotone and Juventus at Stadio Comunale Ezio Scida on October 17, 2020 in Crotone, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

 

  1. NAPOLI
    Voto: NC

Inclassificabile il Napoli di quest’anno, troppo forte sulla carta e troppo povero nella mente. La squadra sembra come offuscarsi nella testa alle prime difficoltà, sembra che si vedano ancora gli strascichi di quella notte di ammutinamento. O che la stessa notte dell’ammutinamento fosse uno strascico di qualcosa di più grande, che non vediamo. Sembra, di più, che non fosse Ancelotti il problema ma i capricci di alcuni calciatori. De Laurentiis al tempo decise di licenziare il tecnico, ma ora che anche con Gattuso, maestro di compattezza da spogliatoio, le cose non funzionano e le idee si opacizzano, appare palese che il problema sia di personalità. La stessa che Ancelotti avrebbe voluto immettere nella squadra acquistando a gennaio Ibrahimovic (che ora è primo in classifica e ha svegliato Calabria – leggi sopra -). Ma non ne ha avuto il tempo. Sliding doors. Ma questa volta la porta il Napoli se l’è chiusa da solo in passato. Ecco perché ha difficoltà a segnare. Agli altri il giudizio.

  1. PARMA
    Voto: 4

Qualche settimana fa già avevamo fatto menzione delle brutte prestazioni dei crociati, unendole a quelle imbarazzanti del Cagliari (che anche ieri ha perso in casa contro un gran Benevento). Ora però la situazione è grave: Liverani ha perso pochi giorni fa in casa contro un Torino che non aveva mai segnato 3 goal in trasferta, e domani stesso un nuovo tecnico prenderà il suo posto. Che l’ex Lecce meritasse più tempo per esprimere le sue idee è certo, ma questo campionato anomalo il tempo non te lo dà. Come tempo non c’è stato prima che iniziasse, per preparare in modo eccelso le squadre e per inculcare nuove idee. Non era l’anno giusto per cambiare, e chi non l’ha capito lo sta pagando – anche la Juve -. Le responsabilità sono di tutti, ma ora serve una scossa per una salvezza tranquilla (anche se continua ad esserci chi in campionato fa molto peggio). Va percorsa una strada D’Aversa.

A cura di Mattia Fele 

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