Top&Flop della 9ª giornata: Zielinski devastante, lo Spezia duro a morire. La Lazio sprofonda

di Mattia Fele
zielinski

Anche questa settimana ci ritroviamo il lunedì in occasione della nuova rubrica di Calcionapoli1926.it, dedicata ai protagonisti Top&Flop di ogni giornata della Serie A.

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Top&Flop 9ª giornata di Serie A

zielinski
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

TOP

  1. ZIELINSKI

Era da tanto che il buon Piotr non si esprimeva a questi livelli. La sua prestazione è da Oscar: abbiamo rivisto i suoi strappi, i suoi inserimenti. Viso alla porta è dinamite per linee difensive. Ora aspettiamo solo il ritorno del suo calcio da fuori area con bordate che neanche la crisi missilistica di Cuba del 1962. Il polacco può essere l’uomo in più di questo Napoli alla ricerca del giusto equilibrio tra apoteosi e baratro. Impressionante di cosa sia capace questo giocatore se ha spazio davanti a sé. Per il bene del calcio mondiale, speriamo che se ne accorga anche lui al più presto. Un po’ di consapevolezza in più e si corre a scalare il podio delle mezzali europee. O almeno così PIOTRebbe essere.

  1. ZACCAGNI

Mattia Zaccagni non lo scopriamo proprio ieri (l’anno scorso vero uomo-assist della rivelazione del campionato, il Verona ndr), eppure c’è ancora chi in giro non ne ha compreso il talento. Già contro la Juventus era emersa la sua capacità di mandare fuori tempo gli avversari con un solo intelligente passaggio, caratteristica degna di un certo Juan Romàn Riquelme, come ha ricordato Adani in sede di commento. Nell’ultima gara di campionato contro l’Atalanta (dove ha segnato il goal decisivo) il centrocampista gialloblu si è però distinto per quella che è forse la sua più importante qualità: essere sempre al posto giusto al momento giusto. Non proprio una scemenza in un gioco fatto di posizioni e geometrie. Feroce sulle seconde palle, visionario nella distribuzione del gioco, tecnico nei movimenti. Se guardo al futuro, non riesco a non immaginarlo in Nazionale ed in un grande club in Serie A.

  1. LO SPEZIA

Nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo, ad agosto. Ma oggi possiamo dirlo: lo Spezia gioca a calcio! E lo fa con un coraggio invidiabile, di chi dimentica i propri valori tecnici (generalmente inferiori al 90% delle squadre del campionato) e va sfacciato su ogni campo a testa altissima. Il limite tra arrogante e ambizioso è labile, ma a noi questa propositività piace e non poco. Italiano ha costruito una mentalità interessante ed ha a disposizione uomini che sanno sacrificarsi, unitamente a chi come Nzola e Jazi sanno il fatto loro in termini di velocità e fisicità. Non è da tutti spuntarla a Cagliari e contro il Sassuolo nel pieno della sua forma, non è da tutti fermare l’Atalanta (o-o!!!) e riprendere (quasi) il risultato alla Juventus una volta andati sotto. Con un po’ di equilibrio in più, i liguri possono correre verso una salvezza tranquilla con le ali sotto ai piedi. Vespa SPEZIA-L che toglie i problemi.

FLOP

CROTONE, ITALY – OCTOBER 17: general view of the official ball before the Serie A match between FC Crotone and Juventus at Stadio Comunale Ezio Scida on October 17, 2020 in Crotone, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

 

  1. CROTONE

Due punti in 9 partite per un Crotone finora mostratosi inadeguato alla massima serie. Con 20 goal subiti e solo 6 fatti, i calabresi sono riusciti a non segnare neanche al Bologna che subiva reti da 41 gare consecutive e non teneva la porta inviolata da settembre 2019. E alla prossima c’è il Napoli. Gli uomini di Stroppa sarebbero capaci a questo punto perfino di prenderle dalla Fiorentina, che è lì a non vincere mai nonostante le ottime qualità sulla carta. Il rischio di non essere mai in gioco per la salvezza c’è ed è forte, considerando che la proiezione attuale è di 8 punti in 36 partite. Troppo pochi per essere veri. Serve al più presto togliersi qualche sassolino dalla scarpa e qualche pulce dall’orecchio e ripartire più puliti. Croton-fioc.

  1. LAZIO

L’anno scorso pareva essere sulla bocca di tutti ed evidente come poche altre cose che i biancocelesti fossero una squadra solida e tecnicamente superiore rispetto a quasi tutte le altre. Poi però c’era anche chi capiva di calcio. La Lazio, ricca di giocatori funzionali e con qualche ottimo elemento ha una sola reale qualità: quella di essere un gruppo compatto da anni e di avere sempre la stessa guida attenta, quella di Simone Inzaghi. Ogni giocatore sa cosa fare in campo ed è aiutato dalla qualità imponente di Luis Alberto e Milinkovic-Savic (quando ha voglia). Quest’anno, però, gli impegni della Champions hanno svelato il disturbo bipolare di cui soffre la compagine romana. Mentre in Coppa segna e diverte, in campionato perde in casa con l’Udinese, squadra tra le più soporifere della Serie A, per 3-1 (era sotto 3-0 al 71′). Dov’è finita la Lazio pre-lockdown? Provo io: nella sua dimensione naturale, in una teca accanto all’Atalanta sul podio delle squadre gonfiate un po’ troppo.

 

Nona giornata, il goal più bello secondo CN1926IT

Questa settimana scegliamo il goal più simbolico, nello stadio a cui verrà presto dato lo stesso nome del dio del Calcio. Lo ha realizzato Lorenzo Insigne, su soffiata proprio di Maradona che ha calciato insieme a lui dall’alto come neanche in Holly e Benji (Insigne non segnava su calcio di punizione dal 2016, ndr).

A cura di Mattia Fele 

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