LO SPAURACCHIO – Portato in Italia dal Napoli e presto scaricato: Zapata sogna la vendetta perfetta

Domani sera sarà tempo di Atalanta-Napoli, gara valida per le semifinali di ritorno di Coppa Italia che partirà dallo 0-0 di mercoledì scorso

di Tony Sarnataro

Domani sera sarà tempo di Atalanta-Napoli, gara valida per le semifinali di ritorno di Coppa Italia che partirà dallo 0-0 di mercoledì scorso. Il giocatore più temibile degli orobici è Duvan Zapata, ex della sfida, arrivato in Italia proprio grazie al Napoli di Benitez ma troppo presto scaricato. E ora è esploso a Bergamo. Il colombiano sogna la vendetta perfetta.

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Zapata sogna la vendetta perfetta dell’ex

Duvan Zapata arriva in Italia giovane (a 22 anni) nel 2013, ed è la prima esperienza oltre-oceano. Il ragazzo è potente fisicamente, ha classe, ma non a sufficienza secondo il club azzurro. Si intravedono le potenzialità di un crac, ma come spesso accade in questi casi, la pazienza è fretta consigliera, e in Italia nessuno o quasi la ha. 37 presenze e 11 reti in due anni senza mai essere titolare ma solo una seconda o terza scelta, dietro ad Higuain ma anche Gabbiadini. Viene prestato all’Udinese dove si mette in mostra nei successivi due anni, prima della cessione definitiva alla Sampdoria. Esploderà a Bergamo con Gasperini, dove gioca dal 2018. Adesso mette nel mirino il match di Coppa Italia, dopo aver riposato sabato in campionato contro il Torino. Nel ballottaggio a tre con Muriel e Ilicic (certo scegliere uno dei tre anziché l’altro come pericolo numero uno non è facile) è l’unico che sicuro partirà titolare. Sogna la vendetta perfetta, di giocare la finale e di sbattere fuori chi non aveva creduto in lui.

(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Qualità tecniche

Il colombiano è rapido, scattante, sa gestire magistralmente la profondità ma soprattutto ha una potenza con pochi eguali in massima serie. Un calciatore completo che spesso però ha delle pause di rendimento, come accaduto anche quest’anno. Viene da qualche digiuno di troppo che vuole assolutamente cancellare per condurre la Dea in finale dopo quella persa nel 2019 contro la Lazio.

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di Tony Sarnataro

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