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PUNTI DI SVISTA – Gelo, infortuni e Covid: era necessario giocare a Mosca?

PUNTI DI SVISTA – Gelo, infortuni e Covid: era necessario giocare a Mosca?

Giusto giocare a Mosca nonostante il freddo, gli infortuni e soprattutto i tanti casi Covid in casa azzurra?

Redazione

In Italia 60 milioni di CT, il calcio da sempre unisce e divide l'opinione pubblica. Noi di calcionapoli1926.it, commenteremo una notizia un fatto un accadimento visto da prospettive opposte, con Giuseppe Canetti e Tony Sarnataro.

La partita di mercoledì sicuramente non era tra le più agevoli per motivi logistici e climatici, ed è diventata ancora più complicata per quei fattori imponderabili. Ovvero la situazione Covid in seno al gruppo squadra Napoli e in Russia oltre ai tanti infortuni in casa azzurra. Era davvero necessario giocare questa gara a Mosca? O era da prendere in considerazione l'idea di De Laurentiis di giocarla in campo neutro?

Pensiero Canetti: partita da giocare altrove, è mancato il buon senso

 (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Autorizzare lo svolgimento della partita a Mosca, una delle città attualmente più falcidiate dal Covid (circa 1200 morti al giorno, i contagiati manco si contano), è stato un vero e proprio azzardo. Ecco un breve estratto di un articolo pubblicato da L'Avvenire nella giornata di mercoledì:

"La gente si comporta come se il virus non esistesse: niente mascherine, nessuna misura. Del vaccino Sputnik non si fidano. E sulla pandemia dicono: «Abbiamo superato prove più difficili»".

Tanto per farvi intendere la situazione nella capitale russa. In sintesi, andando al di là della precaria condizione della rosa azzurra, che non ha alcun nesso con la trasferta, si può decisamente affermare che le istituzioni calcistiche potrebbero aver commesso un grave errore a decidere di non cambiare la sede della gara. È mancato il buon senso. Speriamo che non mancherà un po' di fortuna a Mertens e compagni.

Pensiero Sarnataro: il calendario e le competizioni vanno rispettate

 (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

La risposta è molto semplice: non ce ne voglia il presidente azzurro, ma è giusto giocare tutte le partite nella città dove sono in calendario. Al massimo se non era garantita la salute pubblica bisognava giocare a porte chiuse, come successo per l'intera stagione scorsa. Ma a questo ci pensano le autorità preposte. Cambiare sede o addirittura rinviare una partita, in ambito europeo, non ci sembra la cosa migliore. Nonostante tutto.

Ad ogni modo, il risultato è stato avverso al Napoli, ma comunque è ancora tutto aperto per la qualificazione. I motivi della sconfitta non sono solo le assenze, il freddo e le condizioni avverse: sicuramente Spalletti dovrà rivedere qualcosa anche a livello mentale dei suoi ragazzi.

 

Caro lettore, dopo aver letto l’articolo, sei d’accordo con Canetti, Sarnataro o hanno preso una SVISTA entrambi?

A cura di GIUSEPPE CANETTI e TONY SARNATARO

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