Napoli-Empoli Top&Flop: Lozano fa un altro sport, il centrocampo balla. Elmas, ma dove giochi?

di Mattia Fele
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Il Napoli supera il turno eliminatorio di Coppa Italia con un complicato 3-2 contro l’Empoli, capolista della Serie B. L’impressione data dal Napoli non è stata delle migliori: contro una squadra modesta come quella toscana, gli azzurri hanno rischiato molto in difesa, non dando mai la sensazione di difendere in modo organico e corretto. Che sia un problema di personalità (e presunzione) o di tattica starà all’allenatore stabilirlo. Ciò che è certo ed affermato è la qualità di questa squadra, che questa volta come ad Udine – anche grazie all’enorme divario tecnico esistente tra le compagini – è riuscita a risolvere le situazioni intricate che si erano venute a generare dopo i goal dell’Empoli. Nota positiva Fabian Ruiz, che è sembrato in netta crescita. Ancora però sono sovvenuti clamorosi errori davanti alla porta, specie nel secondo tempo. Tutto sommato un buon test per il Napoli, che ha confermato alcune problematiche sull’aspetto del gioco ma che potrebbe dare una spinta in termini di fiducia al gruppo e all’ambiente. Ecco i Top&Flop della gara secondo la redazione di Calcionapoli1926.it.

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Top&Flop Napoli-Empoli: Di Lorenzo ispirato, Lozano una certezza

 

LOZANO 

        

L’indemoniato Hirving non poteva essere la strana figura della passata stagione (e forse non è neanche questo, più che mai invasato ndr), e il karma lo sa. Le divinità del caso hanno agguantato il messicano e gli hanno donato il fuoco della rivalsa, la goccia del riscatto. E il vaso di Pandora straborda dei suoi scatti fulminanti, la sua tecnica sembra migliorata: pericolo costante, dominante nell’attacco della profondità e sublime nell’atteggiamento. Contro una squadra modesta come l’Empoli il messicano si è dato alla pazza gioia, dimostrando di appartenere a tutt’altra categoria. L’unica spiegazione è che sia posseduto, sempre se non vogliamo credere nell’esistenza dello Yin, dello Yang e del Nirvana. O forse l’anno scorso era fuori posizione? SPIRITATO.

2. DI LORENZO

Anche il terzino del Napoli ha demolito le critiche arrivate nei suoi confronti con la prestazione di questa sera, così come era riuscito a fare Bakayoko contro l’Udinese, decidendo di fatto la partita. Di Lorenzo, terzino tra le altre cose della Nazionale italiana di calcio, non è un brocco: e sbaglia chi si sorprende del bellissimo tuffo con conseguente colpo di testa che ha portato all’iniziale vantaggio del Napoli. Il colpo di testa è uno dei fondamentali in cui Di Lorenzo eccelle. Nel palleggio ha qualche difficoltà e sicuramente è influenzato dalle tante partite di seguito, ma non appena riacquisisce la sua brillantezza (lo si è visto a Cagliari, ndr) diviene determinante con i suoi scatti e prende le critiche di testa. Vis à Vis.

      3. PETAGNA
      

Andrea Petagna è nei fatti il quarto attaccante del Napoli. Una riserva aggregata alla rosa a gennaio scorso, un bravissimo ragazzo da gettare nella mischia in situazioni difficili. E questa lo è: Gattuso, privo di Osimhen e Mertens, ha lanciato il calciatore ex Spal da titolare nelle ultime gare. Andrea non ha (quasi) mai deluso, almeno dal punto di vista dell’impegno e della prestazione. Lotta, alza e abbassa la testa a seconda dei casi (ma è più bravo quando deve servire un compagno rispetto a quando è costretto al coast to coast) e segna – solo di destro -. Questa sera, su un assist di Rrahmani (altro giocatore nel mirino delle critiche dell’ambiente partenopeo) su calcio d’angolo – e sappiamo quanti problemi abbia il Napoli a segnare da corner – la sua intelligenza calcistica è stata vitale. Per la squadra, per l’ambiente. OPPORTUNISTA.

FLOP

  1. IL CENTROCAMPO

Brutta prova del duo di centrocampo del Napoli formato da Demme-Lobotka. Non tanto nelle individualità e nelle singole giocate, ma come reparto, come compartimento. Troppe volte è mancato filtro tra attacco e difesa (colpa sicuramente anche della mancata pressione offensiva), con l‘Empoli che non ha mai avuto problemi a verticalizzare verso i talentuosi giovani che hanno più volte puntato la linea del Napoli. E si sa, senza centrocampo la difesa va in affanno anche se il centrale fosse Cannavaro o Van Dijk. Problema di personalità? Problema di presunzione? Sottovalutazione dell’avversario? Questo lo saprà dire Gattuso – ai suoi giocatori, non in tv, si spera -. La verità è che il punto nevralgico del calcio moderno è proprio lì in mezzo al campo, e il Napoli sta mancando di cattiveria – oltre che sotto porta – proprio in quella zona di mezzo, dove stanno tutti sospesi: chi troppo avanti, chi troppo indietro. BALLERINI.

  1. ELMAS

Le grosse doti tecniche e di tocco palla di Elmas sono indiscutibili. Per dirla alla Gattuso, il macedone danza sul pallone alla Zielinski maniera, è elegante e dotato di buona progressione. Questa sera però non ha mai trovato la posizione, danzando – un po’ troppo – in giro per il campo più che porsi sotto punta. Ancora diamante grezzo, il centrocampista (che poi, che ruolo fa? Qualcuno lo ha capito?) tanto voluto da Ancelotti è ancora troppo altalenante, troppo immaturo per incidere con continuità. Sembra possa fare la mezzala, l’esterno d’attacco nel 433, il trequartista nel 4231. Ma, un po’ come Bernardeschi, farebbe bene a trovare la sua identità al più presto per dare una mano con la sua tecnica – ripetiamo, siamo noiosi – sopraffina a questo Napoli troppo gentile e poco affamato. Serve follia, e la follia è il marchio della gioventù con la G maiuscola. Ma serve più voglia. Un ELMAS-TINO.

A cura di Mattia Fele 

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