LE AVVERSARIE – La Roma di Fonseca, primo crocevia per l’Europa in Serie A

LE AVVERSARIE – La Roma di Fonseca, primo crocevia per l’Europa in Serie A

Domani sera si affronteranno Napoli e Roma, entrambe reduci da una sconfitta. In palio c’è il quinto posto per il Napoli, il quarto per la Roma. Obiettivi diversi ma in un’unica direzione: la scalata.

di Mattia Fele
Manolas

Il Napoli, sconfitto dagli episodi dall’Atalanta a Bergamo, incontra ora la Roma di Fonseca. I giallorossi non sono al top della condizione psico-fisica, ma guardano verso l’alto e non vogliono farsi scappare il sogno Champions. Siamo dunque ad un incrocio fondamentale che riguarda i primi cinque posti della classifica di Serie A.

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Roma e il calcio offensivo

ROME, ITALY – NOVEMBER 02: Javier Pastore of AS Roma competes for the ball with Kostas Manolas of SSC Napoli during the Serie A match between AS Roma and SSC Napoli at Stadio Olimpico on November 2, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Dopo la breve parentesi – che sa sempre di amore infinito – tra Ranieri e la Roma, ecco che i giallorossi puntano su Fonseca. L’allenatore portoghese aveva mostrato le sue doti in Ucraina, aveva tirato su una squadra che giocava a memoria – raccogliendo l’eredità pesante di uno come Lucescu – costruita su meccanismi prettamente offensivi e con giocatori velocissimi e tecnici. Il suo 4-2-3-1 che puntava al palleggio mai fine a se stesso e alla verticalità aveva messo sotto mezza Europa. Ricorderemo ad esempio la Champions League 2016-17, quando lo Shakhtar Donetsk si impose sul Napoli per 2-1, dimostrando con i suoi attaccanti brasiliani di potersela giocare con chiunque, arrivando ben oltre le aspettative. La Roma ha in sé da tempo questa voglia di calcio offensivo: in questo senso sono andate nel passato le scelte di Spalletti, Di Francesco, Rudi Garcia. Ora il piano d’attacco giunge dal Portogallo e porta con sé diversi innesti: Spinazzola, Diawara, Pau Lopez, Mancini, Veretout, Smalling, Mkhitaryan. Con questa squadra ai giallorossi era permesso sognare.

 

Il nuovo inizio, le speranza, il fermo

Fonseca
Fonseca (Photo by Getty Images)

“Io mi pongo l’obiettivo di tornare subito in Champions. Ma un’altra priorità è quella di costruire una squadra forte e coraggiosa. Voglio che questa squadra renda sempre orgogliosi i tifosi, e allora saremo vicini a raggiungere la vittoria. Non voglio fare promesse, ma è una mia convinzione: così potremo vincere una delle competizioni, non è una promessa ma una mia ferma convinzione”.

Queste alcune tra le prima dichiarazioni di Fonseca alla Roma, registrate durante la conferenza di presentazione. Al centro sempre la Champions, un obiettivo che la Roma ha perso l’anno scorso per qualche punto, complice una brutta prima fase di stagione e la grande ascesa dell’Atalanta, che ha oscurato ad un certo punto tutte le altre pretendenti. Pronti-via ed è subito calcio di qualità: la Roma si impone a suon di goal, ma ne subisce ancora troppi. Ne risulta un inizio di stagione altalenante, con pareggi spettacolari o gare blande, sconfitte in casa e vittorie – qualche volta di misura, come con il Lecce – in trasferta. Proprio contro l’Atalanta la più netta sconfitta: uno 0-2 all’Olimpico che lasciava poco da recriminare, conseguenza di una superiorità netta. Poi la svolta: i calciatori iniziano a memorizzare i dettami del tecnico e la continuità, pian piano, viene fuori. Così la Roma batte Milan e Napoli in casa, vince ad Udine e a Firenze segnando 4 goal, vince a Verona e ottiene un punto a Milano contro l’Inter nel miglior momento di forma dei nerazzurri. Ultima e non meno importante una clamorosa vittoria per 4-3 in casa del Cagliari, non proprio l’ultima arrivata.

I giallorossi arrivano dunque al lockdown con le idee piuttosto chiare, con una continuità che iniziava a diventare un’abitudine anche nella mente dei tifosi e con poco distacco da un quarto posto tanto agognato, occupato proprio dall’Atalanta. Ma in questo campionato anomalo e silenzioso nulla è prevedibile. Si sta dimostrando certo un aspetto: la lunga pausa ha condizionato maggiormente le squadre incerte e in fase di costruzione, quelle non ancora consapevoli di loro stesse ad un livello abbastanza elevato.

 

Chi il Ciuccio, Chi la Lupa

ROME, ITALY – NOVEMBER 02: Referee Gianluca Rocchi speaks with the players after the racial slurs of the fans during the Serie A match between AS Roma and SSC Napoli at Stadio Olimpico on November 2, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La partita contro il Napoli arriva in un momento pessimo per i giallorossi. Brutta la sconfitta in casa contro l’Udinese, giunta al termine di una gara in cui la squadra di Fonseca sembrava sfilacciata e senz’anima. Ma, si sa, dal fondo è solo possibile risalire, e la Roma ne ha bisogno, lo deve a sé stessa. In palio poi c’è il quarto posto, l’obiettivo societario stagionale, per cui Fonseca avrà tutto l’interesse del mondo a motivare i suoi ragazzi a continuare a crederci, pur in una trasferta difficile come quella di un Napoli in cerca di riscatto. Le motivazioni e gli obiettivi pendono dal lato della Roma, da buona Lupa, ma attenzione al lato tecnico, che potrebbe persino rovesciare i ruoli originali.

Il mister della Roma sa come affrontare il Napoli, prepara le partite in un modo molto intelligente. All’andata la mossa straordinaria che sorprese Ancelotti fu quella di Mancini davanti alla difesa. Grazie al suo ripiegamento tra i difensori, la Roma è riuscita più volte a sorpassare il pressing napoletano e si è ritrovata di fronte a Meret con grande frequenza. Caratteristica principale della Roma è proprio questa verticalità letale: Fonseca già da metà stagione ha rinunciato alle azioni troppo manovrate, preferendo la profondità dei suoi attaccanti o comunque lo sguardo in avanti dei suoi centrocampisti. Il tutto fatto con estrema velocità. Proprio la varietà delle soluzioni offensive e la fisicità di alcuni centrocampisti potranno mettere in difficoltà il Napoli, che molto probabilmente penserà a fare la partita ed uscire in palleggio. La partita potrebbe essere decisa da chi metterà più voglia, da chi renderà blando ed innocuo l’avversario. Da chi sarà Lupa e chi sarà Ciuccio.

Di Mattia Fele

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