L’AVVERSARIO – Lazio e Inzaghi, l’ultimo tabù per entrare nella Storia

L’AVVERSARIO – Lazio e Inzaghi, l’ultimo tabù per entrare nella Storia

Il focus sul prossimo avversario del Napoli, la Lazio di Simone Inzaghi che tanto bene ha fatto fin qui e proviene da 9 vittorie di fila

di Tony Sarnataro
Immobile

Il Napoli chiude un disastroso girone d’andata a Roma contro la squadra più in forma del campionato, quella Lazio arrivata a nove vittorie di fila in serie A, record di sempre della società eguagliato. Sabato si proverà ad entrare nella storia definitivamente.

RUOLI INVERTITI?

Non solo il record eguagliato delle 9 vittorie consecutive in massima serie, ma anche 12 gare di fila con almeno 2 gol realizzati (ad un passo dal record totale dell’intera serie A detenuto dal Grande Torino), una Supercoppa Italiana in bacheca conquistata contro la Juve (battuta due volte in due settimane, uniche due sconfitte stagionali per Sarri), il record di punti e una proiezione da zona scudetto. Inoltre proprio in questi giorni la società ha festeggiato, nel migliore dei modi, 120 anni della nascita del club. Sabato allo stadio si festeggerà la Supercoppa, il compleanno, i record con uno stadio che si annuncia pieno con tanto di coreografia che coinvolgerà la zona calda del tifo laziale. Sono 6 i punti di distanza dalla Juve e dall’Inter, con una partita da recuperare. La Lazio può ancora vincere il titolo di campione d’inverno. Titolo platonico, tant’è che a Roma si punta solo ed esclusivamente a tornare in Champions League, competizione da 12 anni assente da queste parti. Un altro tabù da sfatare nell’annata dei tabù sfatati. L’obiettivo è finire tra le prime quattro, dunque. Ma dov’è nata questa favoLazio? Tutto ha una data precisa: 19 ottobre 2019. Alle ore 16 di quel sabato pomeriggio la Lazio è sotto 0-3 (ma il punteggio poteva essere molto più ampio…) in casa contro una fantastica Atalanta, la squadra è in crisi, addirittura si parla di un Inzaghi vicino all’esonero dopo alcune parole al veleno del presidente Lotito alcuni giorni prima in cui parlava di tempo dei diritti finito, con inizio di quello dei doveri. In paroloni, un richiamo vero e proprio alla Lazio di cambiare passo e dare di più. Ebbene, in quel momento cambia la stagione dei capitolini: arriverà una rimonta pazzesca, il 3-3 che svolta la stagione. Dopo di allora i 9 successi di fila e la Supercoppa. L’unico neo l’eliminazione dall’Europa League, sacrificata sull’altare dell’obiettivo Champions. La sorte beffarda vuole che quel 19 ottobre è anche il giorno dell’ultima vittoria del Napoli in campionato, prima dell’inizio del declino, dell’ammutinamento e dell’esonero di Ancelotti, con l’unica gioia di Sassuolo prima di Natale. Due mondi capovolti, dunque, proprio quel 19 ottobre che ha permesso alla Lazio di fare il Napoli e al Napoli di essere un po’ come la Lazio alti-e-bassi dell’ultimo decennio.

LA PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lulic, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lazzari; Immobile, Caicedo.

UOMO CHIAVE: Luis Alberto

COME GIOCHERA’

Inzaghi, il vero artefice di questi successi, ha plasmato una squadra i cui punti di forza sono il gruppo e il non mollare mai. Lo dimostrano gli 8 punti(!) conquistati dal 90′ in poi, le tantissime reti realizzate dal 75′ e le sole 3 subite in tutti i secondi tempi. La forza tattica è data dalla formula-fantasia, il 3-5-2 che permette di avere in campo le quattro grandi bocche di fuoco: Milinkovic-Savic, Luis Alberto, Correa e Immobile. Unite alla solidità di Acerbi dietro, il momento di forma di Lulic, le geometrie di Leiva a centrocampo, la corsa di Lazzari. Cocktail esplosivo per tutti. Le assenze potrebbero essere uno dei punti a favore del Napoli con Lulic, Cataldi, Jony e soprattutto Correa non al meglio. Proprio “El Tucu” è quello che più probabilmente non riuscirà ad essere della partita, una assenza importante nello scacchiere biancoceleste. Al suo posto Caicedo, letale quando subentra, un po’ meno quando deve cominciare dall’inizio. Bisognerà contenere l’attacco laziale e le folate offensive, in una cornice che si annuncia pazzesca e vogliosa di spingere la squadra verso il record. Ecco che contenere e ripartire potrebbe essere l’arma giusta per contrastare la squadra più in forma del momento.

IL TABU’

La Lazio e Simone Inzaghi hanno nel Napoli (e in Gattuso) il proprio tabù assoluto. 6 sconfitte consecutive in casa contro i partenopei, l’unica squadra in assoluto contro cui il tecnico piacentino non ha mai vinto da quando è sulla panchina laziale (le altre le ha battute tutte sia in casa che in trasferta, eccetto il Bologna all’Olimpico), proveniente da 5 sconfitte di fila tra Roma e Napoli. Non solo il Napoli, ma anche Gattuso (con il Milan) ha spesso imbrigliato la Lazio di Inzaghi, con una sola sconfitta (tra l’altro in Coppa Italia) in 7 precedenti. Tabù assoluto, dunque, in una stagione che la Lazio ha dimostrato di saper come sfatarli. Vittoria a Milano contro il Milan dopo 30 anni, vittoria a Roma contro la Juventus dopo 16 anni, record di vittorie consecutive eguagliato dopo 21 anni. L’ultimo tabù, questo è il titolo che si staglia di fronte a Inzaghi e ai suoi, nel giorno del possibile nuovo record assoluto. Sognando quella Champions, il vero traguardo-tabù finale. L’ultima vittoria biancoceleste risale all’aprile 2012 con la rete in rovesciata di Mauri (3-1), il pareggio più recente nel febbraio 2013 (1-1), dopo di allora, come già detto, sei successi partenopei. 2-4, 0-1, 0-2, 0-3, 1-4, 1-2 i risultati. A Gattuso e i suoi il compito di proseguire questa striscia.

Tony Sarnataro

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