Il Napoli ospiterà i Gunners campioni d'Inghilterra nel primo turno della League Phase della UEFA Champions League: ecco come si presenta la prossima avversaria dei partenopei!

Il modulo e i tatticismi

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LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 06: Mikel Arteta, Manager of Arsenal, celebrates after the Premier League 2026/27 match between Arsenal FC and Chelsea FC at Emirates Stadium on September 06, 2026 in London, England. (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

L'Arsenal si schiera con un camaleontico 4-2-3-1: tra i pali Raya, protetto dalla linea difensiva composta da White, Konsa, Gabriel e l'italiano Calafiori. In mediana, Bruno Guimaraes e Rice, con il terzetto della trequarti formato da Saka, Odegaard e Tzolis che agirà alle spalle di Havertz, centravanti senza fissa dimora che prenderà il posto di Gyokeres: il bomber svedese partirà, secondo le ultime indiscrezioni, dalla panchina.

Mikel Arteta è solito impostare la manovra dal basso grazie all'ausilio di Raya. Lo spagnolo incarna alla perfezione il prototipo del portiere moderno: eccellente tra i pali, abilissimo a costruire l'azione con i piedi. White, Konsa e Gabriel (generalmente il secondo), restano in zona in fase di ricezione, mentre Calafiori si accentra per costruire un "quadrato mobile" con Guimaraes, Rice e, solitamente, Odegaard. Guimaraes si abbassa sulla linea difensiva per ricevere palla, mentre il compito dell'ex Roma non è altro quello di attirare la pressione di uno o più avversari. Così facendo, vengono aperti degli spazi seguiti dai giocatori offensivi, a partire da quelli del vertice alto (Rice-Odegaard) del quadrato precedentemente citato.

Una delle più tradizionali manovre di finalizzazione dell'Arsenal di Arteta è quella dell'attacco agli spazi mezzi (Half spaces): il centravanti, Havertz, si accentra in area per calamitare la marcatura della coppia di difensori avversari, mentre l'esterno (Saka o Tzolis) si allarga per attrarre a sé la pressione del terzino. Nello spazio creato, si inserisce il primo calciatore pronto ad entrare in area e a metterla in mezzo, oppure - se le condizioni lo permettono - di battere a rete. Occhio, inoltre, ai calci piazzati: i set pieces dell'Arsenal sono curati dall'espertissimo Nicolas Jover. Grazie alle sue (discutissime) tattiche, i Gunners sono diventati la squadra più prolifica d'Europa sulle palle da fermo, specialmente quelle da calcio d'angolo.

La vera masterclass di Arteta è, tuttavia, quella legata alla fase di ripiego: l'Arsenal è solito difendersi con un 4-4-2, con le ali (Saka e Tzolis) che arretrano in blocco basso e si piazzano sulla linea dei due mediani (Guimaraes e Rice). Odegaard, invece, accosta dalle parti di Havertz, sempre alle spalle della linea di metà campo, creando così un invalicabile fortino che ha reso i Gunners una delle difese più imbattibili in circolazione.

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