Il racconto settimanale delle gesta di sportivi che, almeno una volta in carriera, hanno difeso i colori azzurri

Koulibaly "scippato" della Coppa d'Africa... dopo due mesi! Ricorso vinto dal Marocco: Senegal su tutte le furie

Brazil v Senegal - International Friendly
Kalidou Koulibaly nelle vesti di capitano della nazionale senegalese (vs Brasile; amichevole, 15 novembre 2025)

Il prologo introduttivo dell'appuntamento settimanale con il nostro format dedicato alle vecchie conoscenze azzurre tocca picchi di stranezza e surrealtà mai raggiunti: Kalidou Koulibaly, due mesi dopo la finale vinta il 18 gennaio scorso per 1-0 contro la nazionale marocchina, non è più campione d'Africa 2026.

Riavvolgiamo il nastro e andiamo con ordine. Minuto 97 di Senegal-Marocco: il direttore di gara Jean-Jacques Ndala Ngambo fischia un calcio di rigore dubbio ai Leoni dell'Atlante per via di una trattenuta su Brahim Diaz. Furiosi per tale decisione, K2 e compagni abbandonano il terreno di gioco su richiesta del ct Pape Thiaw in segno di protesta. Il rifiuto di giocare della selezione senegalese dura un quarto d'ora, poi fanno ritorno in campo e, per loro fortuna, Brahim tenta in modo fallimentare il cosiddetto "cucchiaio" facendosi ipnotizzare da Edouard Mendy. Dopodiché, ai tempi supplementari, più precisamente al 4° minuto della prima frazione extra, il Senegal si laurea Re del continente grazie a una marcatura siglata da Pape Gueye.

La sera di martedì 16 marzo, tuttavia, il Comitato d'Appello della CAF (acronimo di Confederation Africaine de Football) getta un secchio d'acqua gelata in faccia ai Leoni della Teranga: esso, infatti, ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione calcistica del Marocco sull'applicazione dell'articolo 84 del regolamento della Coppa d'Africa e, pertanto, ha decretato la sconfitta a tavolino per 3-0 del Senegal, oltre che la revoca del trionfo, assegnato di default agli allora uomini di Walid Regragui. Il motivo? Quei 15 minuti di ritiro dal match al tramontare della ripresa. Un precedente storico destinato a far discutere per molto tempo.

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